Stangata per luce e riscaldamenti: ecco la spesa annuale del Comune

Bolletta da 4,5 milioni per i lampioni, più di 300mila euro di elettricità solo per un sito del Piano Case Poi il gas per uffici, impianti sportivi e luoghi della cultura: le carte del mega-appalto svelano i consumi
L’AQUILA. Con la stangata della crisi energetica, il Comune dell’Aquila rischia di spendere oltre 4,5 milioni di euro solo per tenere accesi lampioni e semafori del suo vastissimo territorio cittadino. E poi ci sono i riscaldamenti di uffici, scuole, luoghi della cultura e impianti sportivi, voci sempre più impattanti per le casse municipali di una città così fredda in inverno.
Non è un caso che l’ente abbia deciso di dare il via a un grande piano di risparmio tramite l’efficientamento dei suoi impianti. Il piano rientra infatti nel mega-appalto da 127 milioni di euro per la gestione quindicinale della fornitura elettrica e di gas. Si tratta della gara bloccata da un ricorso al Tar che sarà discusso nel merito il 21 dicembre.
LE BOLLETTE DEGLI EDIFICI
Proprio tra le carte della gara del mega-appalto si trovano elencati (e svelati) i consumi storici di ogni edificio comunale e di ogni lampione della città. Si scopre così, per esempio, che la scuola media Dante Alighieri nel 2019 ha bruciato oltre 46mila metri cubi di gas per i riscaldamenti e 97mila chilowattora di elettricità. Rapportando i consumi ai costi attuali di gas e luce per il mercato tutelato secondo l’autorità Arera – 66 centesimi al chilowattora di luce e 1,23 euro al metro cubo di metano, cifre che includono anche gli oneri e le tasse – in un anno per la stessa scuola si potrebbero spendere 57mila euro di riscaldamenti e 64mila di luce.
Ancora più grande la spesa stimata degli uffici comunali di via Ulisse Nurzia: 14mila euro di gas, 132mila di elettricità. Per riscaldare invece l’attuale sede del Comune, Palazzo Fibbioni, potrebbero volerci quasi 20mila euro. E poi c’è l’Auditorium del Parco, che ha riscaldamenti elettrici: qui la bolletta annuale può arrivare a 115mila euro. Costa meno il Ridotto del Teatro comunale: 21mila euro di gas, 40mila di luce. Ma c’è anche lo sport: il calcio giocato nello stadio Gran Sasso può far spendere in un anno al Comune 50mila euro di gas e 55mila di elettricità. E la basilica di Collemaggio? Qui la bolletta annuale della luce può arrivare a 47mila euro.
Ma il Comune paga le utenze anche degli alloggi del Progetto Case. Il clima più rigido è quello del complesso di Assergi: qui i riscaldamenti possono arrivare a costare 115mila euro l’anno, nonostante il quartiere sia di dimensioni ridotte. Un complesso del Progetto Case più esteso e vicino al centro città, come quello di Sant’Antonio, può invece arrivare a conquistare una bolletta di quasi 293mila euro di gas.
LA SPESA è GIà CRESCIUTA
Nel disciplinare di gara per il mega-appalto – scritto nel 2021, quindi prima dell’acuirsi della crisi energetica con lo scoppio della guerra in Ucraina – si parla di un costo storico medio annuo di 8,2 milioni di euro per forniture energetiche. È così che si arriva a 127 milioni di valore stimato dell’appalto quindicinale. Ma le cifre reali potrebbero risultare superiori. Poche settimane fa lo stesso sindaco Pierluigi Biondi aveva parlato di una crescita vertiginosa delle spese energetiche del Comune: «Sono aumentate di 8 milioni di euro in un anno», diceva. Secondo le cifre fornite dal primo cittadino, infatti, nel 2021 il Comune ha speso un totale di 11 milioni per tutte le bollette, mentre nel 2022 ha già dovuto stanziarne 19. La crescita è quindi già dell’80%.
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