Stangata sui pusher: condannati in sei

Spaccio di droga (operazione Casablanca), condanne da quattro a sei anni di reclusione. L’indagine risale al 2009
AVEZZANO. Portavano la droga nella Marsica direttamente dal porto di Genova e poi la spacciavano in tutto il territorio grazie a una fitta rete di pusher. Sei componenti della banda sono stati condannati dal tribunale di Avezzano con rito abbreviato davanti al giudice Maria Proia a pene che vanno da quattro a sei anni, mentre quattro di loro sono stati assolti. Sette persone invece hanno scelto il rito ordinario. L’operazione, denominata Casablanca perché coinvolgeva tutti cittadini di nazionalità marocchina, aveva portato i carabinieri a numerosi arresti. La prima fase del processo ha portato a condanne per reati di traffico di sostanze stupefacenti, oltre a quelli legati a violazione della legge sull’immigrazione clandestina.
Sono stati condannati Tariq Bouman (27) 6 anni, Rachid Errahmany (31), 5 anni, Mohammed Benzad (47), 4 anni 2 mesi, Driss Motahir (26), 4 anni, Said El Mamouni (32) 4 anni, Boubker Errahmany (27) 4 anni, Sono stati assolti Said Habib (38), Armouci Moloud (35), Abdellah El Montassir (22) e Hammadi Azrouri (50). Diversi blitz erano stati eseguiti dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Avezzano e tutto era scaturito da un’indagine avviata nel 2009 dopo il sequestro a Genova, nel mese di ottobre dello stesso anno, di 20 chili di hashish e il 15 marzo 2010 di altri 17. Alcuni dei marocchini arrestati erano, secondo l’accusa, destinatari della grossa partita di droga che sarebbe dovuta essere spacciata nella Marsica. Il blitz dei carabinieri aveva portato all’esecuzione di 17 ordini di custodia cautelare di cui dodici in carcere, tre ai domiciliari e due con obbligo di dimora. Erano stati smerciati diversi grammi di cocaina e tra i 100 e i 250 grammi di hashish. Nel corso del blitz più imponente, con l’impiego di oltre cento militari dell’Arma, erano stati sequestrati 215 grammi di cocaina. I controlli erano stati portati a termine nella zona del Fucino e in particolare ad Avezzano, Celano, Luco dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Trasacco, Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi. Le indagini erano state coordinate dal sostituto procuratore Stefano Gallo, al suo ultimo incarico nella Marsica prima del trasferimento alla Procura dell’Aquila. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Mauro Ceci, Luca e Pasquale Motta, Antonio Carlini e Carlo Polce.
Pietro Guida
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