«Stangata sul Comune per gestioni poco oculate»

21 Maggio 2017

L’assessore Cocciante sul pignoramento da 10 milioni per lavori non pagati «Non aumenteremo le tasse, ingiusto far pagare alla gente gli errori di altri»

L’AQUILA. «Si ci troviamo in queste condizioni è per via di fasi amministrative poco oculate e lontane negli anni che hanno caratterizzato la vita dell’ente». Queste le valutazioni di Giovanni Cocciante, assessore comunale al Bilancio, alla luce del pignoramento di 10 milioni di euro fatto dalla Impregilo, una delle ditte che costruì il megaparcheggio di Collemaggio e che non fu mai pagata. Forse già domani il giudice dell’esecuzione del tribunale ordinerà alla Bper, dove c’è la tesoreria comunale, di tirare fuori i dieci milioni o quello che c’è in cassa.
«Per ora non si blocca nulla a livello di attività dell’ente», dice Cocciante, assessore di grande esperienza, «ma di certo quei soldi non li possiamo pagate tutti insieme. Se dovessimo pagare questo debito non avremmo fondi per fronteggiare altre spese».
«Del resto», prosegue, «negli ultimi tempi abbiamo fatto un lungo lavoro di riconoscimento di debiti fuori bilancio di decenni passati e abbiamo anche recuperato diversi milioni, attuando una “ripulitura” di bilancio che ha attraversato gli ultimi 40 anni; ma di certo non possiamo sforare i conti per via di limiti invalicabili posti dalla legge. Al massimo possiamo tentare di riprendere una trattativa con la Impregilo, con la quale qualche tempo fa eravamo vicini a una transazione, poi saltata. Ci vorrebbe maggiore clemenza da parte della Impregilo che pure fa richieste legittime».
Il Comune confidava, infatti, che l’azienda potesse attendere ancora vista la grande liquidità che ha: si tratta di un autentico colosso del mattone che ogni anno fattura circa cinque miliardi di euro e ha 34mila dipendenti.
«Dobbiamo cercare un accordo», aggiunge, «anche con la curatela della ditta Irti che avanza una somma simile e che si accontenterebbe anche di meno della metà». Anche la Irti ha ottenuto una sentenza del tribunale che però è stata appellata. Quella della Impregilo resta, invece, esecutiva.
«Comunque», commenta ancora l’assessore comunale al Bilancio, «è certo che non intendo aumentare i tributi. Sarebbe troppo comodo far pagare alla popolazione comportamenti sbagliati commessi da altri. Quello mio è un assessorato “difficile”. E poi ci troveremmo di fronte a gente che non può pagare. In questi anni, incontrando tante persone, ho toccato con mano la povertà che c’è all’Aquila e che prima non esisteva. Ecco perché è impensabile pensare a una soluzione del genere». «Con il bilancio», ripete, «abbiano fatto un buon lavoro e le stesse opposizioni non sono state ostili. Inoltre, sembra andare bene la controversia civile per la tramvia che pure non è poca cosa».
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