Stano e Palmisano: «L’Abruzzo è casa»

31 Agosto 2021

I due campioni olimpici della marcia premiati dal Comune di Roccaraso: torneremo anche per preparare Parigi 2024

ROCCARASO. Le Olimpiadi di Tokyo si sono concluse da un po’ ma il profumo delle medaglie d’oro in Abruzzo si respira e Roccaraso qualcuna la sente davvero sua. Se è vero che nessun atleta della nostra regione è riuscito a farci rivivere le emozioni di Fabrizia D’Ottavio, Francesco Di Fulvio o Paolo Nicolai, le medaglie d’oro della marcia di Massimo Stano (Fiamme Oro) e Antonella Palmisano (Fiamme Gialle) nascono proprio a Roccaraso. La nazionale di marcia dal 2009 ha scelto il comune in provincia dell’Aquila per svolgere la sua preparazione e la rifinitura verso Tokyo 2020 è stata semplicemente perfetta. Ieri pomeriggio nella piazza di Roccaraso, Stano e Palmisano hanno salutato una città in festa che con gli applausi ha riscaldato il cuore dei due atleti che hanno esaltato tutta l’Italia. A fare gli onori di casa il sindaco Francesco Di Donato che con orgoglio ha sottolineato l’importanza di Roccaraso nel percorso dei due atleti. «Sentiamo nostre queste due medaglie d’oro perché Roccaraso è stata la loro casa per preparare le Olimpiadi. Con i ragazzi della marcia c’è un rapporto speciale, sono qui dal 2009 e spero possano tornare ancora perché a Parigi nel 2024 li vogliamo ancora sul gradino più alto del podio. Roccaraso è una città all’avanguardia nello sport e questo risultato dimostra come le nostre strutture non siano seconde a nessuno. Qui ci sono le condizioni giuste per preparare i grandi eventi e di questo ne siamo felici». Sul palco di Roccaraso sono saliti oltre a Massimo Stano e Antonella Palmisano anche Marco De Luca che ha corso la 50 km olimpica, il tecnico Patrizio Parcesepe, il presidente del Coni Abruzzo Enzo Imbastaro e il presidente regionale della Fidal Massimo Pompei che ha voluto sottolineare l’ottima Olimpiade con 5 ori dell’atletica azzurra e in chiave abruzzese l’ascesa di Gaia Sabbatini. «L’atleta teramana ha sfiorato la finale dei 1.500, la conosco bene e so che quando si mette in testa una cosa poi la ottiene. E vi dico che a Parigi 2024 farà sognare la nostra regione». A sottolineare queste parole l’applauso del pubblico di Roccaraso che ha riscaldato una serata molto fredda con temperature che poco hanno a che fare con il mese di agosto. Ma l’applauso più lungo è iniziato quando sul maxi schermo è stata riproposta la parte finale della marcia di Stano. Lo sguardo minaccioso del giudice, il volto sofferente ma al tempo stesso carico di gioia di Massimo e quel traguardo tagliato a braccia alzate con tanto di inchino qualche secondo più tardi a chi è salito con lui sul podio. Immagini troppo forti per non far scendere una lacrima dal volto di Stano che mette le mani avanti. «Faccio fatica a parlare perché ogni volta che rivedo queste immagini scoppio a piangere ma se volete ci proviamo». A rompere il ghiaccio allora ci pensa Di Donato che da buon maestro di sci prova a strappare un invito sulle piste per il prossimo inverno. «Sindaco, mi piacerebbe tanto. In Puglia non ho mai visto un fiocco di neve ma devo guardare a Parigi 2024. Io già ci sto pensando». Massimo Stano vorrebbe anche provare lo sci ma ha già le prossime Olimpiadi nel mirino. Nel frattempo l’emozione è passata e può iniziare il racconto. «È qualcosa di incredibile, il sogno di una vita. Quando ho capito di aver vinto? Solo dopo aver tagliato il traguardo anche se avevo un po’ di vantaggio, ma sono rimasto concentrato fino alla fine. Parigi 2024 è già il mio obiettivo, sono emozioni troppo belle per non essere rivissute. Roccaraso? Ci vengo da quattro anni. Qui è tutto perfetto, non mi manca davvero nulla. Con cosa cambierei questa medaglia? Ma non scherziamo, questo oro è unico. Intoccabile». Dagli applausi per Massimo Stano a quelli per Antonella Palmisano che con un sorriso grande così saluta Roccaraso. «Sono sincera, non pensavo di vincere l’oro ma poi in gara stavo benissimo e avete visto tutti come è andata. Una gioia immensa. La bandiera che ho perso? Per un attimo volevo fermarmi e riprendermela ma poi ho pensato alle squalifiche e non me lo sarei mai perdonato. Roccaraso per me è una seconda casa, passo tantissimo tempo qui con i miei allenamenti e non manca davvero nulla». Sul palco sale l’assessore al turismo Daniela Cipriani e appare più convincente del sindaco a strappare un sì per una sciata in inverno ma poi la Palmisano precisa con il sorriso. «Se provo a mettere gli sci il coach che è qui dietro mi fa brutto, però verrò magari con il mio cane. So che qui l’inverno è stupendo e non mancherà occasione». Il tempo di una foto di gruppo, di un ultimo ma convinto applauso e gli atleti salutano Roccaraso. Ma è solo un arrivederci perché per nessun motivo vogliono rinunciare all’Abruzzo per riempire il loro cassetto personale di medaglie e trionfi.
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