«State processando un futuro Nobel»

1 Novembre 2014

Il difensore di Calvi (padre del Progetto Case) ai giudici: diede responso scientifico, ha avuto 6 anni

L’AQUILA. «Il professor Calvi è un luminare che probabilmente tra 5-6 anni avrà un premio Nobel» e voi lo state processando. Così Enzo Musco, difensore del professore Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre, responsabile del Progetto Case, imputato con altri sei nel processo d’Appello ai componenti della Commissione Grandi Rischi all’epoca del terremoto dell’Aquila, accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

«Calvi, durante la riunione della commissione Grandi rischi», ha continuato Musco, apprezzato da schiere di studenti di Giurisprudenza per il suo manuale di diritto penale, «ha sottolineato che lui era un tecnico e le decisioni spettavano ad altri. E poi lui non ha partecipato ad alcuna conferenza stampa, sedendosi in disparte. Ma veramente potete condannare Calvi per aver espresso un giudizio scientifico?».

«Ha dato un giudizio scientifico e gli date 6 anni di reclusione per aver cagionato la morte delle persone?», ha aggiunto l’avvocato Musco. «Qual è la regola cautelare che ha infranto? Io non sono riuscito a trovarla. Si tratta di una rottura del concetto di colpa come lo abbiamo costruito noi giuristi italiani in 200 anni».

Quindi, da parte del difensore, una critica al giudice Marco Billi. «Noi non possiamo creare norme ma il giudice monocratico dell’Aquila lo ha fatto a partire da un dato aleatorio e del tutto generico. Ha creato la norma del rischio. Siamo di fronte a un giudizio di colpa senza colpa». Per Calvi, il legale ha chiesto il «proscioglimento per non aver commesso il fatto». (e.n.)

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