Statua di Taccone, l’ira del figlio Cristiano

25 Maggio 2017

AVEZZANO. «Sono tre anni che va avanti questa storia e finora sono state fatte solo chiacchiere. Mio padre non sarà stato un santo, ma ha portato il nome di Avezzano nel mondo. Un campione che...

AVEZZANO. «Sono tre anni che va avanti questa storia e finora sono state fatte solo chiacchiere. Mio padre non sarà stato un santo, ma ha portato il nome di Avezzano nel mondo. Un campione che andrebbe ricordato». A parlare è Cristiano Taccone, figlio di Vito, il Camoscio d’Abruzzo del ciclismo italiano. Nei giorni scorsi sono riesplose le polemiche relative al mancato ritorno della statua di Taccone sul valico del monte Salviano. Tre anni fa l’opera in bronzo realizzata dall’artista rom Bruno Morelli venne rubata. Dopo poco tempo fu ritrovata dalla polizia, danneggiata. Da allora è in uno scantinato del municipio. L’artista Morelli, a detta del Comune, avrebbe preteso una somma eccessiva per la riparazione. Alle recenti polemiche ha risposto l’assessore allo Sport Fabrizio Amatilli. «La statua è stata ritrovata, ma a pezzi», ha ricordato il rappresentante della giunta. «L’autore ha chiesto per ripararla una cifra importante, al di fuori della nostra portata. Successivamente i fantastici docenti e studenti del Liceo Artistico si sono offerti di ripararla praticamente gratis. È grazie alla loro generosità che la statua verrà rimessa al proprio posto come il nostro campione merita e con l’amore dei marsicani. Morelli non sarà escluso, potrebbe avere la supervisione del progetto». Per Cristiano Taccone, però, si tratta dell’ennesima promessa. «La verità è che non c’è, da parte del Comune, la volontà a riportare la statua», sottolinea. «In tre anni una soluzione poteva essere tranquillamente individuata. Avezzano ha dimenticato mio padre».
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