«Stemma da cambiare», l’idea-choc divide

26 Agosto 2018

Valanga di commenti alla proposta dello storico Colapietra che ha anche attaccato la destra al potere

L’AQUILA. Fa discutere – e spacca la città – la proposta-choc del professore Raffaele Colapietra, che durante la presentazione del libro di Silvio Graziosi, ha ventilato l’ipotesi di modificare lo stemma aquilano, togliendo l’acronimo Phs e la scritta “Immota Manet” per lasciare solamente l’immagine dell’aquila. Ma le polemiche non sono solo di carattere storico: nella stessa occasione, infatti, Colapietra ha attaccato il sindaco Pierluigi Biondi, presente in sala. «Sono sgomento che certa gente sia seduta in determinati luoghi di governo», ha detto. «C’è sempre maggiore decadimento della nostra cultura politica». Dichiarazioni da cui prendono le distanze gli organizzatori dell’incontro (ritenendole «fuori luogo») e che hanno creato dibattito sui social, dividendo gli aquilani tra pro-Colapietra e contro.
CAPEZZALI. «C’è stato un certo imbarazzo per le parole di Colapietra», ha detto l’ex direttore della biblioteca provinciale Walter Capezzali, che del volume ha curato la post-fazione. «È stata una cosa spiacevole e del tutto fuori luogo». Anche sulla possibilità di modificare lo stemma, Capezzali frena: «Il fatto che le lettere Phs siano frutto forse di un errore, come dice Colapietra, è verosimile. Tuttavia, correggere lo stemma non è semplice». MAIORANO. Anche l’esperto di araldica, Fabio Valerio Maiorano, alla presentazione del libro, ha precisato come sia lo stemma che il gonfalone della città in uso all’Aquila non corrispondano al dettato del decreto con cui sono stati approvati nel 1937. Moltissimi gli errori. Tra gli altri il colore di fondo dello stemma: oggi bianco anziché argento.
CAVALIERI. Non intende commentare le «fantasiose ipotesi» di Colapietra, il professor Walter Cavalieri. «Non mi sembrano degne di attenzione, soprattutto dopo l’uscita contro Biondi».
GRAZIOSI. A occuparsi della questione dello stemma è appunto l’autore del libro “Inchiesta sullo stemma dell’Aquila” (Portofranco Editore), Silvio Graziosi: «L’unica cosa che appare evidente è che quasi certamente un errore, voluto o non voluto, ci sia stato. E che, cosa ancora più grave, ad oggi nessuno sia ancora riuscito a porvi rimedio».
FRATELLI BIONDI. In soccorso del sindaco anche il fratello, il docente Roberto Biondi, che in lungo post su Facebook si scaglia contro Colapietra e Graziosi.
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