Steven, una lotta per la vita: «Torna, Camarda ti aspetta»

23 Marzo 2023

Tutto un paese sostiene la famiglia del motociclista rimasto ferito lo scorso agosto La cugina: «Fa progressi, vogliamo che sappia quanto affetto c’è fuori dall’ospedale»

L’AQUILA. Un cuoricino per dirgli: “Ti vogliamo bene”. Una macchina stilizzata per ricordare il suo lavoro di meccanico. E un incoraggiamento: “Forza Steven”. Lo striscione, plastificato e incollato dagli amici sull’inferriata di un edificio, campeggia alle porte di Camarda, la frazione dell’Aquila dove Steven Polidoro è nato 23 anni fa. Il giovane è andato in coma dopo un terribile incidente con la moto avvenuto in zona Ranaj poco dopo le 20 del 25 agosto 2022. Dopo quattro mesi trascorsi in Rianimazione prima, e poi nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, il giovane, a dicembre, è stato trasferito nel Centro regionale del risveglio e riabilitazione dal coma “Manuela Verna” dell’ospedale di Popoli (all’epoca appena inaugurato) dove attualmente è ricoverato in stato di semincoscienza. È seguito dall’équipe medica di Carlo D’Aurizio, direttore dell’Unità operativa complessa riabilitazione e medicina fisica che in primavera inaugurerà un secondo padiglione con altri dodici posti letto.
Papà Francesco e mamma Samantha, i fratelli Gennifer e Niko, 17 e 22 anni, i parenti, gli amici di Camarda, Filetto e dintorni e i volontari dell’associazione pescarese “Il risveglio di Manuela”, presieduta da Annamaria Palucci Verna, che supporta i familiari dei malati, con grande umanità, lanciano un appello nella speranza che Steven si svegli e torni a casa al più presto: «Non sei solo, ti vogliamo bene, ti stiamo aspettando» è il senso di quel cartello fissato sulla recinzione di una dimora di Camarda. La cugina di Steven, Marianna Bonomo, di Picenze, si fa portavoce dell’iniziativa: «Vogliamo che Steven sappia che fuori c’è tutto l’affetto delle persone che lo conoscono e che gli siamo vicini. In questo momento Steven versa in stato di semincoscienza, dopo il trauma cranico subito a seguito dell’incidente stradale di agosto. Al San Salvatore i medici hanno fatto il miracolo di salvargli la vita e ringraziamo il dottor Ricci che tanto si è speso per il suo recupero. A settembre mio cugino ha riaperto gli occhi».
«A Popoli», prosegue Marianna Bonomo, «stiamo vedendo ulteriori miglioramenti, se qualcuno gli parla ha tiepide reazioni, talvolta sembra quasi che sorrida, crediamo che comprenda. Il nostro grazie va al personale sanitario e ad Annamaria Verna che ci sostengono in un momento così difficile, sono la nostra seconda famiglia».
Il 24 gennaio scorso il giovane ha compiuto 23 anni nel reparto ospedaliero.
Prima del 25 agosto la sua vita era quella di un ragazzo normale. Lavorava come meccanico all’Aquila dopo aver studiato dai Salesiani, era appassionato di moto e motori, suonava l’organetto, giocava con il Paganica rugby. «Le sue foto sono persino sulle figurine», rivela orgogliosa la cugina. Steven era anche volontario della Protezione civile: «C’era sempre quando bisogna aiutare il prossimo», conclude la cugina, «ora noi abbiamo bisogno di lui. Forza Steven, torna presto».
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