Stop al forno crematorio Dietrofront del sindaco

6 Marzo 2017

San Demetrio, Cappelli ha annunciato in un’assemblea la revoca della delibera Il progetto era stato autorizzato nell’ambito dell’ampliamento del cimitero

L’AQUILA. «Il forno crematorio non si farà». Dopo mesi di polemiche, manifestazioni di piazza, raccolte di firme e ricorsi al Tar per bloccare il progetto, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Silvano Cappelli ha gettato la spugna. E ha ufficializzato ieri, nel corso di un’affollata assemblea che si è svolta nella sala Aurora, la decisione di revocare la delibera che autorizzava il progetto.

«Con la delibera di giunta comunale, la 68 del 4 agosto 2016, il Comune ha formalizzato la scelta di voler realizzare un forno crematorio nell’ambito di un progetto di ampliamento del cimitero, presentato in forma di project financing», ha spiegato Cappelli, «la preferenza per il progetto presentato è avvenuta nella consapevolezza dell’assenza di pericolo per la salute pubblica, considerando che la tecnologia di riferimento ha ormai raggiunto un alto grado di sicurezza, tale da garantire la regolarità delle attività e l’incolumità pubblica».

Il Comune, tra gennaio e febbraio, ha organizzato dieci incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare il progetto. Una campagna divulgativa che, evidentemente, non è stata sufficiente a convincere la popolazione.

«È emersa una diffusa contrarietà alla realizzazione dell’impianto», ha ammesso Cappelli, «non tanto per l’impatto ambientale, come affermato dal comitato cittadino “San Demetrio per l’ambiente”, ma per il risvolto psicologico ed economico che tale scelta avrebbe potuto avere sulla comunità». Cappelli ha fatto notare che «il passo indietro dell’amministrazione non è legato alle motivazioni addotte dal comitato, in relazione a eventuali danni alla salute e all’ambiente, ma alla volontà dei cittadini». Sta di fatto che il forno crematorio non si farà. E adesso è a rischio anche l’ampliamento del cimitero del paese, che richiede un investimento di circa 500mila euro.

«Quando abbiamo assunto questa decisione», evidenzia Cappelli, «eravamo pronti al fatto che la popolazione potesse ribellarsi: è successo un po’ ovunque in Italia, dove sono stati presentati impianti simili. In alcuni casi, il confronto ha portato a risultati positivi e il progetto è andato avanti. Per San Demetrio non è stato così. Sfuma un’opportunità economica e di servizi.

La realizzazione del tempio per la cremazione delle salme, a servizio dei centri limitrofi e del comune dell’Aquila, avrebbe assicurato un flusso economico di entrate costanti e l’ampliamento del cimitero a costo zero.

Lavori che richiedono un impegno di spesa di circa 500mila euro, ma i soldi in cassa, al momento, non ci sono». (m.p.)

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