Stop al metanodotto: corsa contro il tempo per fare osservazioni

8 Gennaio 2015

Entro sabato 17 eventuali opposizioni al progetto Snam Il Comune prepara un atto di «non conformità urbanistica»

SULMONA. Riparte la corsa contro il tempo per scongiurare la realizzazione del metanodotto della Snam Sulmona-Foligno. Scadrà fra meno di dieci giorni, il prossimo sabato 17 gennaio, il termine ultimo per presentare osservazioni al progetto della società, che è riuscita a sdoppiare il rilascio delle autorizzazioni fra centrale e gasdotto. Dopo la pubblicazione del ministero dello Sviluppo economico dell’avviso di una parziale modifica al tracciato della rete Adriatica, il gasdotto che corre da Brindisi a Minerbio e che dovrebbe passare per Sulmona, il progetto si è di fatto rimesso in moto.

A giorni, intanto, dovrebbe arrivare l’attesa decisione del governo, dopo il no della Regione all’intesa con lo Stato all’ultima conferenza dei servizi del 12 novembre. I 60 giorni a disposizione del consiglio dei ministri scadranno fra meno di una settimana. È alle battute finali, dunque, il progetto della Snam, che viaggia sul binario parallelo dei due iter autorizzativi fra centrale e metanodotto. E proprio il progetto di quest’ultimo, dopo l’esclusione delle zone limitrofe al comune di Pacentro, riparte a gran velocità.

Sono più di 6mila e 500 le particelle catastali di terreni su cui potrebbero correre i tubi del metanodotto Snam Sulmona-Foligno che taglia per 103 chilometri l’Abruzzo interno, passando per una ventina di comuni. A questi vanno aggiunti altre migliaia di particelle nell’area di Sulmona e Popoli, in Umbria e nelle Marche. Dei 687 chilometri del metanodotto che corre da Massafra a Minerbio, diviso in cinque grandi tronconi, solo il primo è stato già realizzato. Da Biccari a Massafra il gas passa dentro le nuove tubature, mentre il secondo tratto Biccari-Campochiaro è stato autorizzato e sono in corso gli espropri dei terreni. Il progetto prevede, poi, una centrale di compressione a Sulmona e gli ultimi tre tratti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio.

Ma il sindaco Peppino Ranalli non vuole farsi trovare impreparato e si dice pronto a ripartire nella battaglia contro il progetto, ricordando l’ultimo provvedimento varato. Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno che «impegna la giunta a predisporre e a sottoporre all’approvazione del prossimo consiglio un atto deliberativo che attesti la non conformità urbanistica del metanodotto e ribadisca la totale contrarietà all’opera».

L’ordine del giorno, proposto dal capogruppo di Sel, Salvatore Di Cesare, e votato a maggioranza, è stato sottoscritto da tutti, tranne che dal capogruppo di Forza Italia, Luigi La Civita. «Da sempre contrari a metanodotto e centrale Snam, siamo pronti a continuare la battaglia al fianco della Regione» avverte Ranalli «sono opere che non avrebbero alcuna ricaduta positiva, anzi».

Lancia un appello alla cittadinanza e al sindaco Antonio Ruffini, presidente dell’associazione Insieme per il Centro Abruzzo, per un no corale alla Snam.

«Auspichiamo il coinvolgimento di tutti» sollecita «in difesa della salute e del patrimonio ambientale. I cittadini non possono restare indifferenti ad un tale sopruso e il sindaco deve farsi portavoce della rabbia e dell’angoscia di tutti, non solo a Sulmona, ma anche in tutti gli altri territori della conca peligna, affiancato dai suoi colleghi».

Federica Pantano

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