Stop al rientro dei prof

Sfumata l’ipotesi di tornare in Abruzzo per insegnare nel sostegno
L’AQUILA. Doccia fredda su centinaia di insegnanti abruzzesi in ruolo fuori regione.
L'Ufficio scolastico regionale (Usr) ha negato la possibilità di utilizzazione su posti di sostegno i docenti di ruolo privi di titolo di specializzazione, nell’ambito delle operazioni di mobilità annuale.
Una norma che lo scorso anno, non senza polemiche, aveva permesso a circa duecento insegnanti di lavorare vicino casa sui posti di sostegno residuati al termine delle operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria e dopo aver disposto le nomine del personale docente a tempo determinato in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno incluso nelle graduatorie provinciali e in quelle d’istituto.
Una scelta, quella dell'Usr, che non è piaciuta ai sindacati. Tanto che per la prima volta non è stato firmato dalle organizzazioni sindacali il contratto collettivo decentrato sulle utilizzazioni.
«Abbiamo chiesto all'Usr l'inserimento dell'articolo nove bis nel contratto che riguarda l'utilizzo dei docenti che non hanno ottenuto trasferimento né assegnazione provvisoria su posti di sostegno pur non avendo il titolo», spiega Piera Di Cicco, rappresentante della Gilda per l'Abruzzo. «Questo per permettere di rientrare il maggior numero possibile di docenti trasferiti fuori regione, in seguito alla mobilità straordinaria 2016/17 dovuta alla cosiddetta riforma della Buona scuola, firmata dall’ex premier Renzi. Il direttore dell'ufficio scolastico, Ernesto Pellecchia, si è opposto dicendo che non è previsto dal contratto collettivo nazionale del 21 giugno. Abbiamo ribadito più volte che ci sono state altre regioni che hanno inserito questo articolo, ma non siamo stati ascoltati. Per questo non abbiamo firmato il contratto» .
In questi giorni, dunque, uscirà un atto unilaterale firmato soltanto dai rappresentanti di parte pubblica, senza rappresentanti delle organizzazioni sindacali regionali, che non prevede la norma. «Abbiamo anche cercato di spiegare che la nostra posizione voleva tutelare i colleghi fuori regione che non hanno ottenuto il trasferimento» continua la Di Cicco. «Non ci sarebbe stato in ogni caso un onere aggiuntivo a carico dell'amministrazione. Così non si tutelano neanche gli studenti, che spesso saranno costretti ad avere un docente non solo senza titolo ma neanche di ruolo».
Dello stesso parere Carlo Frascari, segretario regionale Snals: «Pensavamo non ci fosse nulla di male», commenta, «a permettere a queste persone di occupare i posti di sostegno senza titolo, una volta terminate le graduatorie degli specializzati. Lo scorso anno in molti hanno usufruito di questa possibilità. Sembra che la decisione dell'Usr sia dovuta anche a un indirizzo ministeriale che comunque non condividiamo».
A rimetterci, dunque, non solo gli alunni ma anche i docenti che dovranno caricarsi di spese pesanti lavorando fuori casa.(m.c.)
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