Stop alla demolizione della scuola

La sede della primaria Lombardo Radice non risulta accatastata, ruspe ferme
SULMONA. La burocrazia blocca il cantiere della scuola primaria Lombardo Radice di Sulmona. L’edificio di via Togliatti, che dovrà essere demolito e ricostruito, non ha mai avuto il via libera dei tecnici. Manca infatti l’accatastamento che di fatto impedisce alla ditta di lavorare senza intoppi.
La Lombardo Radice non è nuova agli ostacoli burocratici. Nel 2016, infatti, venne chiusa dopo le scosse di terremoto per problemi strutturali e, in base a quanto stimato all’epoca, doveva essere riaperta di lì a pochi mesi. Ma negli anni il cantiere non è mai partito a causa di alcuni problemi a capo dei quali non si è mai riusciti ad arrivare.
L’amministrazione, guidata da Gianfranco Di Piero ha messo poi in agenda proprio la questione della scuola impegnandosi prima per ottenere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, senza però riuscirci, e poi destinando i 4,5 milioni di euro che il Comune aveva già a disposizione per la realizzazione del polo unico scolastico di via XXV Aprile, proprio alla costruzione della nuova scuola Lombardo-Radice. A metà 2022 c’è stata la svolta e l’iter ha avuto un’accelerata. Diversi sono stati i sopralluoghi effettuati e gli incontri tra i tecnici incaricati per velocizzare la procedura e arrivare all’apertura del cantiere. Anche in questo caso, però, la burocrazia ci ha messo lo zampino. Era, infatti, tutto pronto per la demolizione quando ci si è accorti che mancavano i documenti relativi all’accatastamento. Per l’edificio non è mai stato avviato l’iter che permette ai tecnici di identificare l’immobile specificando dati e peculiarità. Le ruspe si sono dovute fermare e gli uffici si sono dovuti attivare per ottenere la documentazione in tempi brevi. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

