Stop alle nuove attività di grande distribuzione
La bozza del piano del commercio valorizza il “plurinegozio” che abbatte i costi In centro storico previsti marchio di qualità e abbattimento delle tasse comunali
L’AQUILA. La novità è l’introduzione del “plurinegozio”: uno spazio unico dove possono convivere più attività commerciali. E nell'annunciarla, l’assessore al commercio e vicesindaco, Raffaele Daniele, cita come esempio l’ex cinema Rex, dove potrebbero trovare spazio più isole commerciali. Nelle frazioni si tenderà ad aprire attività di nicchia, mentre non sono previsti nuovi interventi di grande distribuzione. Un focus a parte è dedicato al centro storico ritenuto “il salotto buono della città”: il Comune intende valorizzarlo con iniziative di animazione e premiando i negozianti storici che, oltre a poter esporre una targa all’esterno dei locali – una sorta di marchio di qualità – beneficeranno dell’abbattimento di parte delle tasse comunali.
È questa, a grandi linee, l’impalcatura del nuovo piano del commercio. Un testo che andrà a sostituire il vecchio regolamento del 2002. La bozza del piano, secondo l’assessore Daniele, verrà trasformata in definitiva entro febbraio. Non si andrà oltre maggio per l’approvazione del documento in giunta e in consiglio. «Un piano costruito insieme all’assessore alla pianificazione territoriale, Daniele Ferella», spiega Daniele, «e sulla base della fase preliminare di ascolto con i sindacati e le associazioni di categoria, da cui sono emerse indicazioni sul potenziamento del ruolo e dei servizi del centro storico e sulla necessità di bloccare la grande distribuzione nelle periferie e mettere ordine all’interno dei nuclei industriali di Sassa e Pile, dove convivono attività commerciali, artigianali e industriali».
Il Comune ha commissionato un censimento delle attività presenti sul territorio, «per avere un quadro definitivo su cui impostare la bozza di piano, che entro febbraio sarà nuovamente sottoposta alle associazioni di categoria, prima del passaggio istituzionale con i gruppi politici, la giunta e il consiglio». I cardini sono ben definiti: lo sviluppo del commercio come potenziale attrattivo, la nascita del plurinegozio, «che darà ai commercianti la possibilità di abbattere i costi di gestione», dice Daniele, la localizzazione degli esercizi commerciali, con attività di nicchia nelle frazioni e il ritorno in centro degli artigiani e delle attività storiche (da 15 anni di lavoro in poi), che potranno ottenere anche un abbattimento delle tasse. «È previsto anche un incremento dell’animazione in centro», evidenzia Daniele, «e il ritorno del mercato in piazza Duomo, con una formula europea, come estetica, organizzazione e prodotti in vendita. Non ci saranno nuovi insediamenti di grande distribuzione». Un piano che l’assessore definisce «uno strumento di rilancio e regolamentazione del commercio, con grande attenzione per il centro storico e i piccoli negozi».

