Stop su Palazzo Marrelli Presentato ricorso al Tar

4 Marzo 2021

Rischia di arenarsi il mega aggregato dell’Azienda pubblica di servizi alla persona Opera da 14 milioni: l’edificio sarà destinato ad attività sociali e commerciali

L'AQUILA. Sembrava ci fosse una luce in fondo al tunnel per la ristrutturazione del mega aggregato “palazzo Marrelli” fra piazza Palazzo e via Sallustio. L’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp, ente controllato dalla Regione) a gennaio aveva pubblicato il bando “per l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnica ed economica e della progettazione definitiva ed esecutiva per il recupero urbanistico e funzionale dell’aggregato edilizio denominato palazzo Marrelli situato nel centro storico dell’Aquila”. Ma, da quanto si è appreso, sul bando pende un ricorso al Tar che potrebbe ritardare di parecchio l’avvio della progettazione e quindi il cantiere. Per i lavori i soldi ci sono da tempo. Infatti la delibera Cipe numero 48 del 2016 ha previsto un contributo di 14 milioni di euro. Per i soli lavori edilizi la stima è di circa 10 milioni.
«L’intervento», si leggeva negli indirizzi di progettazione, «riguarda i lavori di riparazione e miglioramento sismico e completa ristrutturazione, con recupero urbanistico e funzionale, dell’aggregato edilizio Palazzo Marrelli. L’edificio, anche noto come Condominio Santa Maria ad Civitatem (o ex Ipab) proprietà dell’orfanotrofio civico maschile San Giuseppe è da epoca immemore amministrato da enti benefici che, attraverso lasciti e donazioni, ne hanno assicurato il mantenimento. A seguito del sisma del 2009 l’immobile è risultato danneggiato con esito E e attualmente, dopo la messa in sicurezza provvisoria, non è utilizzato. La configurazione strutturale dell’edificio», si legge ancora, «è costituita da una muratura in pietra per le strutture verticali, da volte in pietra ai livelli più bassi e in laterizio ai livelli superiori e da una copertura lignea». L’Asp intende procedere, era scritto sempre nel bando «al pieno recupero del compendio immobiliare per attivarvi ai piani superiori una serie di funzioni a fini solidaristici e al piano terra una galleria commerciale che possa garantire una redditività continuativa. Il progetto per la valorizzazione e gestione condivisa dell'immobile dovrà dunque prevedere la conversione di Palazzo Marrelli in un edificio polifunzionale che permetta la realizzazione di azioni di forte impatto sociale condivise tra le principali anime sociali del territorio e che consenta di potenziare l’attrattiva commerciale del centro storico».
Tale riutilizzo veniva giustificato anche dal fatto che «L’Aquila ha un’importante fascia di popolazione in condizione di povertà assoluta, sia in relazione alla crisi economica nazionale e regionale, oltre che locale, sia in relazione ad alcuni effetti del sisma che ancora permangono, come la chiusura di attività danneggiate, ovvero non in grado di sopravvivere perché collocate in aree con rarefazione abitativa a causa della delocalizzazione delle famiglie».
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