Strada per la cava Ora Vaccarelli diffida il Comune

24 Novembre 2016

L’AQUILA. Una diffida a dare esecuzione alla delibera del 2012, con la quale il consiglio comunale ha autorizzato l’ampliamento della cava Vaccarelli e la realizzazione della viabilità alternativa. A...

L’AQUILA. Una diffida a dare esecuzione alla delibera del 2012, con la quale il consiglio comunale ha autorizzato l’ampliamento della cava Vaccarelli e la realizzazione della viabilità alternativa. A dare l’aut aut all’amministrazione comunale, ieri mattina, nel corso della riunione della commissione Territorio, il titolare dell’impresa, Giovanni Vaccarelli. L’attività estrattiva è sospesa da tempo, ha detto Vaccarelli, con notevole danno per l’azienda e per i lavoratori, che rischiano di tornare a casa se il fermo si dovesse protrarre ancora. Senza contare le eventuali azioni risarcitorie che l’azienda si riserva di proporre nei confronti dell’amministrazione.

«È evidente che non abbiamo alcuna responsabilità sulla mancata realizzazione della strada. La nostra ditta», ha detto Vaccarelli, «in tutta questa storia è la parte lesa. Il Comune non ci mette in condizione di rispettare gli impegni. Da parte nostra c’è la volontà di corrispondere all’obbligo che abbiamo assunto nel 2012, quello di realizzare la strada di collegamento, ma limitatamente a quanto previsto dalla delibera. Noi dobbiamo lavorare», ha aggiunto, «e rivogliamo la nostra attività».

Una seduta infuocata, quella di ieri, nel corso della quale più volte il presidente Enrico Perilli ha dovuto calmare gli animi, soprattutto in relazione alla vicenda dell’incarico per un nuovo studio di fattibilità sulla viabilità alternativa, rispetto a quella indicata nella delibera consiliare, che il Comune ha affidato a un consulente esterno. L’incarico è costato 25mila euro alle casse dell’ente. Su questo aspetto, sono stati i consiglieri Angelo Mancini e Giorgio De Matteis a incalzare il sindaco Massimo Cialente e la dirigente Enrica De Paulis. «Chi ha deciso di non realizzare la viabilità prevista nella delibera», ha chiesto Mancini alla De Paulis. «Lo ha deciso lei, o la giunta? Quando avete dato l’incarico esterno per 25mila euro, avete valutato prima se c’erano le competenze all’interno dell’amministrazione?». Pronta la replica. «Da più di un anno e mezzo», ha detto De Paulis, «c’è una relazione che analizza i carichi di lavoro. Su quella base ho dichiarato che non potevo più fare progettazioni per carenza di personale. Da allora ho dato 80 incarichi. Se mi vuole portare in Procura per tutti, si accomodi».