Strade chiuse, la sfida dei motociclisti

Mari Fiamma annuncia azioni di disobbedienza ai divieti imposti: «Dal presidente Caruso solo impegni non mantenuti»
BARREA. «Da oggi sono passati i 15 giorni entro quali il presidente della Provincia Angelo Caruso si era impegnato, a più riprese, a recuperare l’azione scriteriata del suo dirigente, ormai a un passo dalla pensione, Francesco Bonanni. E la sola conseguenza delle azioni messe in campo dall’amministrazione provinciale è l’ulteriore chiusura alle due ruote delle strade dell’Altopiano delle Rocche». A parlare è Massimiliano Mari Fiamma, presidente del motoclub Motociclisti Aquilani, che aggiunge: «Da lunedì, infatti, sono apparsi cartelli di divieto a moto e bici anche sulla provinciale 38 e su tratti della 5 e della 696, due statali che non ci risulta fossero interessate da alcuna chiusura. Questi si vanno ad aggiungere ai cartelli di divieto posti la settimana scorsa in tutto il Parco nazionale d’Abruzzo che sembrano essere definitivi e non certo posti lì per una settimana, come dichiarato l’altro giorno da Caruso. Sembra del tutto evidente, quindi, che anche l’altra affermazione senza senso, come da noi spesso affermato, dell’apposizione di una “cartellonistica di salvaguardia” si sia trasformata in una “fornitura di cartellonistica di divieto” ad un costo ingiustificabile anche se l’avesse dipinta a mano Tuolouse Lautrec! Solo pochi giorni fa è stato diffuso il dato del pauroso calo di iscritti negli asili aquilani nell’ultimo anno, segno evidente di uno spopolamento delle aree interne che, giungendo a 9 anni dal sisma, non può essere attribuito a quest’ultimo ma ad un calo occupazionale e della qualità della vita; due aspetti decisamente amplificati da un Ente che in 30 giorni è stato in grado di distruggere una buona economia legata alle moto e alle bici ed impedire a migliaia di persone di percorrere le strade dell’entroterra abruzzese».
Per Mari Fiamma, «in altre parti d’Italia la coppia Caruso & Bonanni sarebbe stata mandata prima a tappare le buche a mano e poi a casa, mentre da noi la politica (tutta tace e acconsente, fatta eccezione per alcuni avveduti sindaci che, in queste ore, stanno organizzando una class action contro la Provincia. Ma non sono i soli. Ci risulta infatti che a scendere in campo saranno anche gli operatori economici dell’Altopiano delle Rocche e, naturalmente, il nostro motoclub che, da subito, ha attaccato l’operato di questa Provincia e che per il fine sta organizzando un’azione di disobbedienza civile. Infatti, i motociclisti compiranno “il gravissimo reato” di andare in moto a Campotosto, sfidando così i divieti imposti».
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