Strade piene di buche? Giannandrea accusa: «La colpa è della Saca»

Il consigliere comunale: «Reti idriche senza manutenzione Questa gestione non ci piace, troppi i problemi irrisolti»
SULMONA. «Strade rotte e piene di buche. Tutta colpa della Saca che da anni non provvede a fare manutenzione alle reti idriche provocando danni alle strade cittadine». È un attacco frontale quello che arriva dai consiglieri di maggioranza alla società partecipata che gestisce per conto dei comuni della Valle Peligna il ciclo integrato dell’acqua. Un attacco duro contro la gestione della società che, secondo il consigliere comunale Valerio Giannandrea, andrebbe rideterminata. «Un fatto essenziale», sottolinea Giannandrea, in un documento sottoscritto insieme agli altri consiglieri comunali di “Pronti per cambiare”, «in quanto un servizio talmente importante non può essere gestito da una sola persona al comando, ma da una pluralità di persone estremamente competenti in materia e con quote proporzionali alla partecipazione di ciascun singolo Comune al fatturato complessivo aziendale». L’offensiva del consigliere comunale prende spunto dalle quotidiane denunce dei cittadini sullo stato di degrado che riguarda condotte idriche e fognarie, con danni conseguenti alle strade e alle abitazioni in caso di pioggia. «La mancata programmazione di interventi di manutenzione e investimenti in città, da parte della Saca», aggiunge Giannandrea, «determina da una parte un’ingente perdita di risorse idriche e dall’altra evidenti danneggiamenti alle pavimentazioni stradali. Avvallamenti e buche sono problemi annosi ai quali la nostra amministrazione sta ponendo rimedio con investimenti per circa un milione di euro. Invece la Saca è completamente assente sul territorio se non con sporadici interventi urgenti concernenti la riparazione di rotture a cui non può obbligatoriamente sottrarsi. Il riproporsi di lavori di manutenzione, sempre sulle stesse condotte, genera un grave dispendio di risorse pubbliche cui si potrebbe ovviare con programmi di investimento», spiega il consigliere comunale. «Purtroppo assistiamo a una gestione della società poco lungimirante, poco attenta alle necessità del capoluogo peligno e sempre più emergenziale. Siamo di fronte a una gestione molto poco equilibrata, con un amministratore unico sordo alla rideterminazione delle quote societarie e incapace di salvaguardare le risorse regionali destinate al potenziamento degli impianti. Non si capisce, poi, come mai Sulmona», chiude il consigliere comunale, «abbia una quota societaria di solo il 5,2%. Un paradosso al quale va subito posto rimedio».
Claudio Lattanzio
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