Strage di Berlino, fuga in Italia per altri due terroristi

28 Aprile 2017

Secondo la Dda di Brindisi il congolese arrestato e il marocchino espulso potrebbero essere coinvolti nell'attentato nel quale morì Fabrizia Di Lorenzo

La Digos di Brindisi, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha arrestato un ventisettenne congolese, residente in Germania già ospite del Centro Permanenza per Rifugiati di Restinco (Brindisi). L’uomo è ritenuto far parte di una cellula salafita operante a Berlino. I poliziotti hanno accertato la totale adesione all’ideologia dello Stato Islamico di Lutumba Nkanga e di un altro membro della cellula residente a Berlino, il 22enne marocchino Soufiane Amri. Quest’ultimo, peraltro, è risultato essere in contatto con il Tunisino Anis Amri autore dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino lo scorso 19 dicembre 2016, nel quale furono uccise 12 persone e tra queste la 27enne sulmonese Fabrizia Di Lorenzo. Le attività tecniche hanno permesso di riscontrare il loro percorso di radicalizzazione religiosa e la disponibilità al compimento di atti violenti, anche con il sacrificio personale, in diversi scenari operativi. Le indagini hanno tra l’altro consentito di individuare e neutralizzare le progettualità della cellula, composta da ben 11 membri.

L'inchiesta che ha visto l'arresto di due stranieri è stata avviata il 24 dicembre 2016, dopo l'attentato compiuto a Berlino il 19 dicembre. È stata coordinata dai pm Alessio Coccioli e Guglielmo Cataldi della Dda di Lecce. A quanto emerso, i due stranieri erano transitati sul territorio italiano, probabilmente intenzionati a recarsi in Turchia. Erano stati però bloccati ad Ancona: uno dei due, il marocchino Amri Soufiane, era stato espulso dal territorio italiano ed era quindi tornato in Germania, dove risultava residente. Lutumba Nkanga, congolese, era invece risultato privo di permesso di soggiorno, perché scaduto, ed era stato condotto nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, a Brindisi. Qui sono stati avviati gli accertamenti della Digos che hanno portato all'esecuzione del, poi convalidato dal gip che ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo gli investigatori, i due farebbero parte di una cellula salafita con sede nella città di Berlino.