Striscioni, foto e magliette per dire addio a Umberto

13 Maggio 2021

Sul sagrato della chiesa la canzone di Clementino e il coro degli amici: «Ciao zio» Palloncini bianchi sul trattore del 28enne morto nello schianto con l’auto

AVEZZANO. È arrivato sul sagrato della chiesa alle 15.30, tra due ali di persone, soprattutto ragazzi. Nessuno parlava, nessuno riusciva a realizzare quello che era accaduto. Umberto Bianchi, o semplicemente “zio Umberto” come tutti lo chiamavano, era quell'amico su cui si può sempre contare, buono e altruista come hanno ripetuto ieri per tutta la durata dei funerali i suoi compagni. Dietro al feretro, portato a spalla dagli amici, c’erano papà Giancarlo e mamma Anna, mano nella mano. Attorno un mesto e surreale silenzio.
Ma lo scenario creato davanti chiesa della Santissima Trinità dai suoi coetanei era ricco di colori, di cartelloni con foto, di magliette disegnate, di striscioni con le sue frasi ricorrenti. Uno spaccato che ricordava il suo carattere, la sua vitalità, la sua voglia di vivere. A salutare il 28enne di Avezzano morto in un incidente stradale domenica notte, c’erano poi i tanti ragazzi, quelli delle mille avventure, ma anche coloro che avevano ho avuto modo di conoscerlo, di incontrarlo, di apprezzarlo. Al centro del sagrato il grande trattore del 28enne e intorno palloncini bianchi e foto con figure dai grandi occhi celesti e frasi indimenticabili che spesso uscivano dalla sua bocca: «Ridi, sorridi che la vita è bella», «placate Zorro», «un gin lemon senza ghiaccio e senza lemon». Tutte battute stampate sulle magliette indossate dagli amici con le mascherine bagnate dalle lacrime. All’uscita della chiesa la ricostruzione del mondo di “zio Umberto”, come si faceva chiamare sui social. E poi i colleghi di lavoro dell’azienda Di Renzo Paolo, gli amici di famiglia e i vicini di casa. Bianchi lavorava nei campi nel Fucino, ma aveva una grande passione per la pesca. La mattina precedente all’incidente era stato proprio a pescare. Gli amici ieri hanno fissato uno striscione a Caruscino, dove il 28enne abitava con la famiglia, in cui hanno scritto: «Zì Umbè, ce becchem’ in Paradiso… Sempre col Sorriso». Durante la messa celebrata da don Emilio Tarola è stata ricordata la sua voglia di vivere. L’uscita dalla bara dalla chiesa è stata accompagnata dagli applausi degli amici e da una canzone di Clementino, cantante partenopeo che lui amava. Tutti gli amici, uniti nel dolore, hanno urlato a gran voce: «Ciao Zio».
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