Studentato via dalla Campomizzi: ora scatta il domino delle caserme

Chiusi gli alloggi per gli iscritti fuori sede, trasferiti temporaneamente nei palazzi Ater di Cansatessa Nella struttura militare previsti lavori per liberare l’ex Rossi, dove si farà il comando dei vigili del fuoco
L’AQUILA. La casa dello studente fa i bagagli e se ne va. Da ieri una catena rende invalicabile il cancello dell’ex caserma Campomizzi dell’Aquila, che ha dato un tetto agli universitari fuori sede dal tragico crollo dello studentato di via XX Settembre nel terremoto del 2009. Mentre – non senza polemiche – gli studenti se ne vanno nelle palazzine popolari messe a disposizione dall’Ater a Cansatessa, la struttura militare sulla statale 80 torna quindi al ministero della Difesa, facendo scattare il domino sul riutilizzo delle ex caserme.
IL SALUTO AMARO DELL’UDU
«Campomizzi chiude. Un complesso formato da tre palazzine, più di 360 posti letto, provvisto di mensa, viene sbarrato»: così esordisce l’Udu, una delle sigle più rappresentative degli universitari, in una nota di “saluto” e polemica. «Una struttura che per ben 13 anni ha ospitato centinaia di studenti che hanno deciso di abitare quello spazio, di viverlo, di renderlo un luogo di aggregazione, di comunità. Insieme alla caserma, si chiudono tutte le esperienze, i sorrisi, le ore di studio. Si mettono le catene su una parte di storia di questa città. Una storia molto sofferta, una soluzione provvisoria che sarebbe stata utile fino alla costruzione della nuova casa dello studente. Un provvisorio senza mai una progettualità concreta».
Quindi ancora, nella nota a firma dei rappresentanti dell’Unione degli universitari L’Aquila Giacomo Piccolo, Chloe Marrone e Martina Coccia: «Coloro che ne escono realmente sconfitti sono gli studenti. La chiusura della Campomizzi è da intendersi come un evento di livello globale e un fallimento. Siamo orgogliosi di aver lottato».
IL FUTURO DEI FUORI SEDE
«Ancora oggi è previsto un accomodamento provvisorio, ovvero l’Ater a Cansatessa, con pochi posti e ad oggi senza servizi. Un “tappabuchi”, in attesa di un reale progetto per la costruzione della nuova residenza universitaria pubblica», continua l’Udu.
Il riferimento è all’accordo trovato tra l’Azienda per il diritto agli studi universitari Adsu e l’Azienda territoriale per l’ edilizia residenziale Ater per cento posti – raddoppiabili in futuro – nel complesso “Il Moro” di via Antica Arischia, tra i quartieri di Pettino e Cansatessa. Si tratta di 20 alloggi, ognuno di circa 100 metri quadri e con cinque posti letto, soggiorno e cucina. Nel complesso prevista anche una sala studio e ricreativa. E poi servizi bus navetta per collegare l’area periferica con i poli dell’Università. Si tratta comunque di una sistemazione provvisoria, in attesa che si risolva una volta per tutte il nodo della casa dello studente con un nuovo edificio ad hoc, progetto che sembra però essersi arenato.
IL DOMINO DELLE CASERME
Grazie all’accordo con l’Ater, l’Adsu, dopo anni di scontri, entro la fine di settembre riconsegnerà la Campomizzi al ministero della Difesa. Qui, a inizio 2024, partiranno i lavori per gli archivi e i magazzini dell’Esercito. Lo si legge nei verbali dei vertici tra Comune, Adsu, Regione e ministeri coinvolti nel riordino delle caserme aquilane. Riordino che vedrà il clou nel 2025, quando saranno conclusi i lavori alla Campomizzi e qui si potrà trasferire il materiale oggi stipato nell’ex caserma Rossi. Quest’ultima, come sancisce l’accordo approvato sabato dal consiglio comunale, potrà quindi trasformarsi nel nuovo comando provinciale dei vigili del fuoco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

