Studenti da Londra visitano i cantieri post-terremoto
L’AQUILA. Un gruppo di studenti della University College of London è stato in visita in città, sotto la guida del professore Carmine Galasso, per studiare ed esaminare i danni del terremoto e...
L’AQUILA. Un gruppo di studenti della University College of London è stato in visita in città, sotto la guida del professore Carmine Galasso, per studiare ed esaminare i danni del terremoto e valutare le più avanzate tecniche di restauro e adeguamento sismico che si stanno applicando all’Aquila, da considerarsi città/laboratorio reale di livello mondiale. In particolare, in collaborazione con il docente del corso di costruzioni in zona sismica, professore Antonello Salvatori, sono state effettuate visite e sopralluoghi nei cantieri più significativi, sia con riferimento a edifici storici e vincolati, dove si stanno applicando le tecniche di miglioramento sismico delle strutture in murature (sistemi resistenti, strutture voltate) mediante l’applicazione di tecnologie innovative per la protezione sismica degli edifici esistenti in muratura danneggiati da terremoti, sia con riferimento alla protezione sismica di edifici tanto nuovi che esistenti, mediante l’applicazione delle tecnologie più innovative quali l’isolamento sismico alla base delle strutture.
Gli studenti provengono da tutto il mondo (Messico, India, Pakistan, Gran Bretagna, Grecia) e, per la prima volta, molti di loro hanno potuto vedere l’applicazione reale delle tecniche di protezione sismica più avanzate studiate a livello teorico nei loro corsi di ingegneria sismica. «Ciò», si legge in una nota dell’Ateneo, «pone ancora una volta l’Università, e la città stessa, all’avanguardia nel mondo per l’applicazione delle nuove tecniche di protezione sismica negli edifici e dimostra una concreta collaborazione tra il mondo accademico e il territorio di riferimento. La visita costituisce inoltre l’occasione per evidenziare come le collaborazioni internazionali dei docenti dell’Università dell’Aquila contribuiscano a diffondere determinate tecnologie dall’Aquila verso il resto del mondo, in particolar modo in quei paesi dove il problema terremoto è all’ordine del giorno».

