Studenti dal mondo alla ricerca dei tesori dell’antica Marsica

9 Agosto 2015

Archeologi impegnati negli scavi a Ortucchio e Alba Fucens A Celano mostra con i reperti in legno della città romana

MASSA D’ALBE. L’interesse per l’immenso patrimonio archeologico della Marsica valica i confini nazionali. Come dimostra la partecipazione di docenti e studenti di varie nazioni alla Summer school archeology, iniziata il 12 luglio e che si conclude oggi. L’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza e dall’Università di Pisa, ha avuto grande successo. Tanto che verrà riproposta il prossimo anno. Per il corso sono stati scelti due siti: quello neolitico di Santo Stefano, a Ortucchio, e quello romano di Alba Fucens. La mattina gli studenti venivano impegnati nell’opera di scavo, il pomeriggio a seguire lezioni teoriche, tenute da docenti italiani e stranieri. Durante gli scavi a Ortucchio, le lezioni pomeridiane si svolgevano al castello di Celano, dove gli studenti pernottavano in locali messi a disposizione del Comune. Sempre a Celano, al Museo della preistoria, in località Paduli, i ragazzi hanno svolto attività di laboratorio. L’ultimo periodo di permanenza nella Marsica i partecipanti alla Summer school l’hanno trascorso ad Alba Fucens, seguendo le lezioni e alloggiando nel castello del Borgo medievale. «Sono felice», afferma Lukas Bossert, dell’Università di Berlino, «non solo ho potuto vedere Alba Fucens, ma partecipare anche agli scavi di una Taberna, in via Miliario».

«È stata un’esperienza bellissima», gli fa eco l’altoatesina Alice Vassanelli, «che mi sarà utile per il dottorato di ricerca. Alba è una città magica. Spero di tornarci presto».

«Alba Fucens», rileva Cristiana Petrinelli Panocchia, dell’Università di Pisa, «è una città romana completa, per uno studio ad ampio respiro. Il successo dell’iniziativa ci induce a riproporla il prossimo anno».

Un gruppo di docenti e di studenti dell’Università di Rochester (Usa), inoltre, ha eseguito delle ricerche, con l’impiego del magnetometro, nei Cunicoli di Claudio.

A fare gli onori di casa e a far sentire a proprio agio gli ospiti ci ha pensato Emanuela Ceccaroni, della Sovrintendenza, responsabile degli scavi nella Marsica. L’impegno della Ceccaroni, però, non finisce con il corso. Il 15 agosto dovrà accogliere una ventina di archeologi dell’Università di Bruxelles, che per un mese saranno impegnati in una campagna di scavi ad Alba. Non va dimenticato che furono proprio i belgi, nel 1949, a scoprire il più importante sito romano d’Abruzzo. Ai belgi, il 15 settembre, subentreranno gli archeologi dell’Università di Foggia.

Contemporaneamente alla campagna di scavo, la Soprintendenza presiederà ai lavori di restauro, da essa stessa finanziati, delle Terme di Alba e allestirà a Celano una mostra dei primi reperti in legno (una quarantina) rinvenuti qualche anno fa in una cisterna ad Alba e restaurati a Trento.

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