Studenti in classe da lunedì In 320 traslocano a Pratola

21 Ottobre 2014

Arriva il sì alla soluzione Itis, accordo in prefettura fra la Provincia e il preside Bocciati i doppi turni e le altre due proposte del Comune: era tutto già deciso

PRATOLA PELIGNA. Tutti a Pratola. E il sindaco di Sulmona sbatte la porta. Da lunedì i 320 studenti del polo tecnico commerciale di Sulmona saranno costretti a emigrare per portare avanti l’anno e il programma scolastico.

La decisione, che ha trovato la ferma opposizione del primo cittadino Peppino Ranalli, è arrivata al termine del summit che si è svolto ieri mattina in prefettura, all’Aquila, voluto dal prefetto per decidere dove trasferire le due scuole di Sulmona rimaste senza sede, a seguito del sequestro operato venerdì scorso, dalla Finanza, nell’ambito dell’inchiesta sulla messa in sicurezza dell’edificio di via D’Andrea.

Un incontro a tratti serrato che ha visto il sindaco ovidiano impegnato a tentarle tutte pur di far restare i ragazzi in città.

Ma alla fine ha dovuto soccombere davanti al muro messo su dal presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e dalla sua vice, la pratolana Antonella Di Nino, i quali insieme al dirigente scolastico, Massimo Di Paolo, hanno scelto di spostare le due scuole nell’edificio sede dell’Istituto tecnico industriale. Secondo la Provincia, il trasloco sarà temporaneo e sia l’Istituto commerciale che quello per Geometri torneranno ben presto nella loro sede di Sulmona, appena ultimati i lavori di messa in sicurezza dell’edificio scolastico di via D’Andrea finito nel mirino della Finanza.

Non la pensa allo stesso modo il sindaco di Sulmona che si è presentato all’incontro con un ventaglio di proposte nella borsa, tutte rigettate dalla Provincia. E alla fine era furioso, tanto che è andato via sbattendo la porta.

«Esprimo grande contrarietà alla decisione presa dal presidente Del Corvo», afferma Ranalli, «una decisione che appare eccessivamente frettolosa e che soprattutto non ha tenuto conto delle esigenze delle famiglie e dei ragazzi. Ho presentato tre proposte operative per fare in modo che le due scuole restassero a Sulmona. In particolare, ho proposto il doppio turno con lezioni pomeridiane al Liceo scientifico; ho proposto il trasferimento delle classi nella ex sede della Croce rossa, che ha già ospitato il Liceo classico e infine il trasferimento nelle scuole medie Panfilo Serafini e Giuseppe Capograssi. Tutte e tre le proposte sono state respinte inspiegabilmente dall’amministrazione provinciale e ho avuto la netta impressione che tutto fosse stato già deciso. È stata penalizzata ancora una volta un’intera città, da una decisione che provoca disagi enormi agli studenti, alle loro famiglie e ai docenti. Stringere i denti per sei mesi, senza condannare tutti al pendolarismo, sarebbe stato possibile, anziché creare ulteriori problemi. Questo trasferimento nell’Itis di Pratola provocherà pesanti ripercussioni anche sulle attività commerciali che gravitano attorno alla presenza degli istituti scolastici interessati», conclude il sindaco, «è un ulteriore danno perpetrato all'economia cittadina che sarebbe stato evitato se la Provincia fosse stata più attenta e costruttiva rispetto alle nostre proposte».

Estremamente pragmatico il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che pur lasciando uno spiraglio aperto a un eventuale ripensamento annuncia l’operatività della decisione: «Si sta lavorando per garantire agli studenti la ripresa delle attività didattiche e già da lunedì i ragazzi saranno trasferiti all’Itis di Pratola, dove potranno continuare le lezioni. Abbiamo deliberato, nella seduta di giunta, l’atto di indirizzo che lo permetterà. Inoltre, ho preso contatto con Luciano D’Amico, presidente del consiglio di amministrazione di Arpa, per chiedere l’incremento delle corse degli autobus che, tra l’altro, sono già attive per il trasporto degli studenti dell’Industriale. Restiamo disponibili a prendere in considerazione alternative valide dell’amministrazione comunale di Sulmona, che abbiano a oggetto, però, proposte di locali idonei alle attività scolastiche con palestre e laboratori che assicurino lo svolgimento delle lezioni».

Claudio Lattanzio

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