Studenti in visita al Campo 78

8 Marzo 2018

I 60 ragazzi saranno accompagnati dagli storici Salzano e Setta

SULMONA. In occasione del secondo concorso di storia “Panfilo Serafini”, promosso dall’omonima associazione, sono state organizzate delle visite guidate all’abbazia celestiniana e al Campo 78. L’ex campo di prigionia torna ad aprire i cancelli, dopo essere stato utilizzato la scorsa estate come base per i rifornimenti degli elicotteri impiegati per lo spegnimento degli incendi sul Morrone. Il concorso si terrà sabato dalle 9 alle 15 nella Scuola di Formazione dell’amministrazione penitenziaria e vedrà la partecipazione di oltre 60 studenti della provincia dell’Aquila. Nello stesso giorno si terranno le visite guidate: alle 9.30 all’abbazia e alle 11.30 al campo di prigionia, con la guida di due storici che hanno particolarmente approfondito le conoscenze sulla struttura. Si tratta di Mario Salzano per la Prima guerra mondiale e del professor Mario Setta, per la Seconda, che ha attivamente partecipato alla traduzione e alla pubblicazione di alcuni libri scritti da prigionieri transitati nel Campo. Franco Pelino, presidente dell’associazione Panfilo Serafini, invita «i cittadini a partecipare numerosi». Il Campo 78, costruito per i prigionieri della Prima guerra mondiale, ospitò quelli di nazionalità austro-ungarica, impiegati in operazioni di rimboschimento, lavori agricoli e artigianali. Durante la Seconda guerra mondiale al Campo fu assegnato il numero 78 e divenne luogo di detenzione degli alleati anglo-americani, catturati nella campagna d’Africa. In quegli anni nella struttura c’erano oltre tremila prigionieri. Fino a qualche anno fa l’area era utilizzata dall’Esercito come base militare di addestramento. Le capanne sono state parzialmente ricostruite, mentre restano solo baracche sulla fila sinistra. Una parte del tetto è rimasta com’era. L’intonaco interno non è stato toccato, specialmente nei punti dove i prigionieri raffiguravano disegni, scritte e graffiti nelle interminabili giornate di detenzione. In alcuni casi sono ancora leggibili il nome e lo stemma del battaglione di appartenenza dei soldati o i turni di pulizia degli ambienti. (f.p.)
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