Su 100 borsisti in 65 hanno trovato lavoro

28 Giugno 2016

Fanfani (Fondazione Carispaq): strumento efficace e flessibile contro la disoccupazione

L’AQUILA. Su 100 borsisti, in 65 hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato. Un successo, il progetto “Borse di studio/lavoro 2014-2016” messo in campo dalla Fondazione Carispaq con un sostegno economico di un milione di euro in tre anni. I risultati dell’iniziativa, che sarà replicata, sono stati illustrati durante il convegno dedicato a “I nuovi scenari del mercato del lavoro”, che si è tenuto ieri all’interno dell’Auditorium del Parco del Castello. In apertura, il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani ha tracciato un bilancio del progetto, attivato a metà 2013 e concluso a giugno 2016, con il coinvolgimento di 100 giovani borsisti, di cui il 49% donne, che hanno svolto circa 1.400 mesi di stage formativi: il 65% delle borse di studio/lavoro si sono trasformate in occupazione a tempo indeterminato. «Questo progetto si è rilevato uno strumento di grande efficacia e flessibilità, nato con la volontà di intervenire in un contesto di grave crisi occupazionale giovanile», ha spiegato Fanfani, «e lascia un’importante eredità, che auspichiamo possa essere di stimolo per le istituzioni pubbliche nella pianificazione di politiche a favore dei giovani. Per il futuro continueremo a sostenere il mondo del lavoro, soprattutto quello giovanile, e stiamo già lavorando a un nuovo progetto per andare incontro alle richieste del mercato del lavoro che riguardano innovazione e uso delle moderne tecnologie, attraverso la realizzazione di start-up e imprese nuove e all’avanguardia». All’incontro hanno partecipato alcuni dei massimi esperti italiani, che hanno indicato strategie e possibilità da cogliere e mettere in atto, nonostante il perdurare di una tra le più gravi crisi del lavoro, soprattutto giovanile, che in Abruzzo, secondo l’ultimo rapporto di Bankitalia, raggiunge il 28,5 %. Per Vito Gioia, “cacciatore di teste” per Mcs management consulting & selection, la parola d’ordine è flessibilità: «Il lavoro c’è, magari non esattamente quello che si vuole. Ma ai giovani suggerisco di avere flessibilità e disponibilità. È necessario darsi da fare, spostarsi, anche inventarsi un progetto. Concluso lo studio, bisogna iniziare un qualsiasi lavoro, perché col tempo le idee si chiariscono e una strada si trova». Presenti anche Maurizio Milan, direttore generale Education & service Il Sole 24 Ore e il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli.

Romana Scopano

©RIPRODUZIONE RISERVATA