Su Neurochirurgia nuova mobilitazione: «No alla chiusura»

10 Ottobre 2016

Il sindaco Di Pangrazio: servono specialisti ad Avezzano Iampieri: o riapre il reparto oppure sarà battaglia dura

AVEZZANO. Su Neurochirurgia la Marsica non molla e il territorio non si rassegna alla chiusura del reparto definita “provvisoria” e disposta dal primario dell’Aquila, Renato Galzio con un provvedimento da più parti definito illegittimo. Neanche l’assenza, sul nuovo piano sanitario, della Neurochirurgia all’ospedale di Avezzano, come confermato dal direttore generale Rinaldo Tordera, sembra frenare la richiesta di riapertura visto che, a detta di tutti coloro che difendono il reparto marsicano, neanche prima c’era sulla carta.

Per i sindacati, infatti, l’assenza di Neurochirurgia di Avezzano sul piano sanitario non significa nulla. «Essendo una Asl unica», afferma Giovanni Cambise, responsabile politico della Cgil Fp, «la distribuzione dei posti letto può essere fatta in molti modi. Quindi, se un territorio necessita di un servizio può tranquillamente ottenerne l’assegnazione. Come mai per altri reparti ciò viene fatto?», si domanda Cambise, «ora che problema c’è a farlo anche con Neurochirurgia, che oltretutto è un salvavita? Alla luce dei fatti di cronaca degli ultimi tempi è evidente che così non va». La Cgil ha già annunciato una manifestazione di protesta se il problema non dovesse risolversi.

Sulla questione, il consigliere regionale Emilio Iampieri confida nelle promesse dei vertici dell’azienda sanitaria. «La vicenda di Neurochirurgia è molto semplice», afferma, «dopo la chiusura per carenza di personale medico, abbiamo subito chiesto chiarimenti alla Asl e al direttore generale. Tordera è venuto da noi e ci ha detto che il reparto avrebbe riaperto. Quindi c’è un impegno formale su questo punto. Siccome è un uomo d’onore, credo che farà quello che ha promesso. Ora i tempi sono passati e il personale sembra essere sufficiente per la riapertura, quindi ho un imminente incontro con lui, ma è chiaro che se il reparto non riaprirà per noi sarà guerra».

Il sindaco di Avezzano, indipendentemente dal Piano sanitario, chiede «la riapertura del servizio sospesa da mesi e soprattutto l’attivazione del servizio di emergenza con la presenza costante di neurochirurghi in modo da gestire anche ad Avezzano il Centro urgenza ictus (Stroke Unit) e quella per gli interventi dei poli traumatizzati. «Si tratta di un servizio salvavita collegato anche ad altri reparti dell’ospedale», sottolinea Gianni Di Pangrazio, «e da questo non possiamo prescindere perché siamo un bacino di 150mila abitanti, più le zone limitrofe».

Il responsabile della commissione Sanità istituita al Comune di Avezzano, Nicola Pisegna Orlando, vicepresidente della Provincia, è convinto che «posizioni sparse non portino alla soluzione del problema». «Bisogna capire e verificare se è legittimo avere un ospedale senza Neurochirurgia con una situazione territoriale e demografica come la nostra e se è corretto da un punto di vista medico-clinico trasferire solo successivamente un paziente all’Aquila dopo aver stabilito prima la gravità ad Avezzano. Cosa che accade in continuazione. È chiaro», conclude Pisegna, «che la criticità maggiore del nostro ospedale è questa della Neurochirurgia e per questo mi riservo di parlare con il sindaco di Avezzano e con gli altri sindaci per convocare un tavolo tecnico e avere indicazioni su cui lavorare».

«La chiusura del reparto è illegittima perché parte da un provvedimento illegittimo», afferma Rita Tabacco, responsabile dei comitati civici a difesa degli ospedali, «questo tipo di decisione spetta alla Asl e non a un medico, come avvenuto nel caso di Neurochirurgia, quindi deve essere riaperto».

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