Subappaltatori non pagati Cialente rilancia le accuse

Autocertificazioni false, il primo cittadino replica ad Ance e Apindustria: «Siamo noi ad aver denunciato le tante storture e chiesto regole stringenti»
L’AQUILA. «Le organizzazioni datoriali e degli artigiani ci facciano sapere cosa hanno fatto, cosa stanno facendo e cosa intendono fare. Ancora di più sono convinto che servono altre regole di trasparenza. Noi ci batteremo, come stiamo facendo da anni, per ottenerle, a fronte di una pigrizia e ignavia colpevole del legislatore degli ultimi sei anni. Agli imprenditori vittime di angherie, chiedo di andare anche loro in Procura».
Il sindaco Massimo Cialente interviene nuovamente sulla vicenda delle autocertificazioni false, che secondo 150 subappaltatori sarebbero state presentate dalle imprese per ottenere il pagamento dei Sal, gli stati di avanzamento dei lavori.
Cialente replica ad Ance e Apindustria. «Le organizzazioni delle imprese oggi scrivono: non c’eravamo, se mai ci fossimo stati dormivamo, se dormivamo stavamo sognando di non esserci. Il Comune, su segnalazione di un noto artigiano aquilano delle lavorazioni in marmo, decise di andare oltre l’interpretazione di legge circa la liquidazione dell’ultimo Stato di avanzamento dei lavori. Pretendemmo così le autocertificazioni e fatture quietanzate. Per i Sal precedenti erano già previste. Se andate sul sito del Comune, alla voce sisma e cliccate poi su norme e modulistica, compare una videata. In fondo, trovate la parola modulistica scritta su uno sfondo verde. Vi sono i moduli per denuncia di mancato pagamento, sia per fornitori che per i subappaltatori».
E ancora, per il primo cittadino «sul sito possono controllare se e quando un’impresa è stata pagata e per quale Sal. Queste cose, e non solo queste, noi le abbiamo fatte da tempo. Le storture le abbiamo denunciate. Noi siamo andati in Procura per tante vicende, abbiamo scritto anche per denunciare lo sfruttamento dei lavoratori. E siamo sempre noi a chiedere da anni regole più stringenti. Le stesse che non si vogliono. Proprio in un’assemblea in consiglio comunale, con l’allora ministro alla Coesione territoriale Fabrizio Barca, il segretario provinciale di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma disse che le regole non andavano cambiate in corso d’opera. Adesso, chiaramente, si coprono le proprie responsabilità, se non altro morali, attaccando ancora una volta il Comune». (r.s.)
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