Subappalti, il Comune salva le imprese locali
Gli uffici non dovranno più richiedere l’attestazione Soa alle ditte Di Stefano: la circolare nasce da un’attenta lettura della normativa
L’AQUILA. Il Comune corre ai ripari per salvare le piccole ditte subappaltatrici impegnate nella ricostruzione che una norma recentemente emanata aveva di fatto tagliato fuori. Secondo una circolare interna pubblicata sul sito internet del Comune e presentata ieri nel corso di una conferenza stampa dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e dal dirigente Vittorio Fabrizi, gli uffici non dovranno più richiedere l’attestazione Soa alle ditte impegnate nei subappalti. Si cambia anche sulla percentuale di subappalto ammessa, che resta al 30%, limite stabilito dalla legge e quindi non modificabile, ma il calcolo potrà essere fatto partendo dall’ammontare complessivo del contributo e non solo in riferimento all’importo della “categoria prevalente”, spesso di valore molto inferiore al contributo. Una norma che, come ha spiegato Massimiliano Mari Fiamma di Apindustria, presente alla conferenza stampa, «a volte bloccava l’avanzamento del cantiere. Ad esempio, quando veniva trovato dell’amianto, risultava impossibile riuscire a fare lo smaltimento senza rischiare di sforare il famoso 30%». La circolare cerca di fornire un ulteriore chiarimento rispetto alle norme fissate dall’articolo 11 del decreto Enti locali dell’agosto 2015 aggiustando il tiro rispetto alla circolare di gennaio dello stesso Comune dell’Aquila e che aveva creato enormi proteste. «Noi ci eravamo limitati a spiegare la nuova legge», ha detto Di Stefano, «mentre la nuova circolare nasce dalla lettura attenta rigo per rigo della normativa». Molti subappaltatori, la maggior parte delle volte imprese locali, non lavorando con il settore pubblico prima del sisma non avevano bisogno della costosa certificazione Soa e se l’avevano, in qualche caso l’avevano addirittura fatta scadere in quanto inutile per il loro lavoro vista anche la mole di adempimenti burocratici necessari per mantenerla. Sulla questione Soa e soglia del 30% c’è anche un interpello all’Autorità anti-corruzione da parte della senatrice del Pd, Stefania Pezzopane.
«La nuova circolare può solo attenersi alla fonte di diritto primaria (ovvero la norma emanata dal parlamento)», ha spiegato Di Stefano, «per chiarirne la corretta applicazione». Secondo la lettura del Comune, quindi, la Soa non è obbligatoria, essendo il subappalto un “sub contratto” e quindi non sottoposto alla legge 134 del 2012, che prevede tale obbligo solo per il contratto principale. Restano tutti gli altri obblighi per le ditte subappaltatrici, in particolare la certificazione antimafia. «È un passo in avanti, ma di problemi ce ne sono molti altri», ha spiegato Mari Fiamma. «A mio avviso sarebbe opportuna una rivisitazione delle norme in questione».
«La battaglia ha sortito l’effetto sperato», è la soddisfazione espressa da Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia al Comune dell’Aquila. «Esprimo gioia e soddisfazione perché la seconda circolare dell’ingegner Vittorio Fabrizi sui subappaltatori scaturisce dopo un’importante azione politica che ha visto diverse forze convergere su uno stesso obiettivo. Oggi è una bella giornata non solo per tanti aquilani, nostri concittadini, ma anche per gli abitanti del cratere che vivono le stesse difficoltà nel difficile percorso della ricostruzione». Soddisfazione è stata espressa anche da Carlo Saggese, presidente Fenailp, federazione imprenditori e liberi professionisti. «La nuova circolare vede accolte in toto le richieste della Fenailp che, dallo scorso gennaio, ha portato avanti, insieme con gli artigiani propri iscritti, una battaglia tesa alla rettifica del precedente documento».
Raniero Pizzi
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