Successo del libro di Cucchiella in dialetto

CAGNANO AMITERNO. Successo per la presentazione dell’ultimo libro di poesie dialettali cagnanesi “Quanno tésse resbòta la memoria” realizzato dal cavaliere Claudio Cucchiella. Intervenute alla...
CAGNANO AMITERNO. Successo per la presentazione dell’ultimo libro di poesie dialettali cagnanesi “Quanno tésse resbòta la memoria” realizzato dal cavaliere Claudio Cucchiella. Intervenute alla manifestazione oltre cento persone, tra cui il giornalista Roberto Giacobbo, conduttore di Freedoom e il professore Francesco Avolio, docente di linguistica all’Università.
Il sindaco di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino, ha posto l’accento sul fatto che il Comune è sempre presente a queste iniziative culturali. La prima cittadina ha ringraziato, in particolare, l’autore del volume per aver scritto in dialetto tante storie di luoghi e personaggi per anni rimasti nell’ombra.
Cucchiella, dopo aver salutato il pubblico e coloro che lo hanno aiutato, in particolar modo la “Torre Holdings” che ha patrocinato il progetto, ha ricordato il dottor Antonio Verini, alla cui memoria è dedicata l’antologia.
Il professore Francesco Avolio ha tenuta una vera e propria lezione, molto apprezzata dai presenti, sulle origini e sul cambiamento del dialetto nel corso degli anni. Si è soffermato su alcune poesie e su alcuni brevi racconti riportati nel libro, congratulandosi con l’autore per l’originalità, per il lavoro svolto e per la riscoperta di alcuni termini dialettali scomparsi dal comune parlare dei nostri giorni. Il poeta Francesco D’Alessandro ha tenuto a dire che Cucchiella, con i suoi racconti in rima, ha emozionato e anche molto divertito il lettore, «perché recupera e ci porge con competenza, grazia e passione la nostra lingua materna, quella che ci è stata insegnata da nostra madre».
Lo psicologo Guido Cucchiella ha trattato di un graduale quanto inarrestabile cambiamento della quotidianità degli abitanti del paese, evidenziando come solo un impegno costante possa far sì che le generazioni future riescano ad apprendere, ma soprattutto custodire, la tradizione come una preziosa eredità.
Roberto Giacobbo, con i suoi brevi cenni storici e aneddoti divertenti, ha chiuso la manifestazione. Il libro di 230 pagine è corredato da rare fotografie d’epoca.
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