Sul post terremoto sindaco contro tutti

29 Maggio 2016

«La verità sulla ricostruzione nessuno la vuol raccontare» Siluri ai comitati, ai costruttori, al governo, alle “mafie”

L’AQUILA. «Le attuali leggi non contemplano la ricostruzione di tutte le attività produttive, anche quelle fuori dei centri storici. Che vergogna. Nel Friuli la linea politica era prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese. Qui ci negano di ricostruire le attività produttive». Il primo cittadino, Massimo Cialente, scatena la polemica dalla propria pagina di Facebook, con un lungo post in cui coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe per concludere con quello della mancata ricostruzione delle attività produttive.

«Su questo ancora ci stiamo battendo ed alzando la voce» scrive il sindaco «forse per questo preferiscono non vederci sul carro dei vincitori, perché facciamo sempre casino, mai contenti, sempre polemici. Ma tanto, noi che trasciniamo il carro dei vincitori, come somari o cavalli, continueremo, fino alla fine a ragliare o nitrire. E se serve...tirare calci». Uno, forse il più grave dei “nei”del post sisma.

I COMITATI. «Dopo il sisma, in pochissimi, abbiamo dovuto reggere la barca, assumendoci spesso responsabilità enormi» scrive. «Eh sì, perché, e questo vale sempre, una cosa sono le responsabilità di chi è espressione della democrazia rappresentativa, cioè gli eletti, un’altra è quella dei comitati, assemblee. Mentre i primi, volenti o nolenti, devono assumersi responsabilità di carattere civilistico, penale, amministrativo e contabile, i comitati sono come i fiumi carsici: nascono, scorrono, scompaiono, riemergono».

UN MONDO SOMMERSO. Molto di quanto realmente successo nel post-sisma, secondo il primo cittadino, ancora resta insabbiato: «Le vicende del post-sisma, le grandi questioni decisive per la sopravvivenza stessa della città, i passaggi più drammatici, gli scontri politici veri, la battaglia che si è consumata su grandi interessi economici, le pressioni e i ricatti, i segnali mafiosi, i delinquenti e le infiltrazioni, presenti purtroppo anche nelle istituzioni, ancora non sono state ricostruite e raccontate. Credo che ciò stia avvenendo sia per una certa oggettiva difficoltà, sia per una certa omertà tutta italiota, sia perché è più facile, e scevro di pericoli o esposizioni personali, parlare di piccoli scandaletti, di balconi che cadono, di qualche Cas (contributo di autonoma sistemazione ndr.) non dovuto che cominciare a scoprire le vere responsabilità, fare nomi e cognomi, elencare e chiamare in causa poteri forti».

SALONE RICOSTRUZIONE. «In questa edizione sono venuti tutti, ma davvero tutti: politici, tecnici, imprese, operatori» continua il sindaco «sono tutti orgogliosi dei risultati. Non sono più arrabbiato per il fatto che gli organizzatori si siano quest’anno, come affermano ufficialmente per un errore, scordati del Comune dell’Aquila. Ciò è avvenuto perché sul carro dei vincitori non c’era forse più posto». L’ultima stilettata alla politica nazionale: «Nonostante la nostra fatica, delle cose non vanno per imperizia del legislatore e perché sempre più stanno tornando ad accentrare tutto a Roma».

Michela Corridore

©RIPRODUZIONE RISERVATA