Sulle nuove scuole di formazione sollecitato il confronto per le sedi

22 Ottobre 2021

L’AQUILA. «Continuiamo ad apprendere di nuovi importanti interventi strategici senza intravedere lo scenario in cui vanno a collocarsi nonché la logica e i parametri che ne delineano dimensioni,...

L’AQUILA. «Continuiamo ad apprendere di nuovi importanti interventi strategici senza intravedere lo scenario in cui vanno a collocarsi nonché la logica e i parametri che ne delineano dimensioni, consistenza e localizzazione».
Il Comitatus Aquilanus torna a far sentire la propria voce sulla caserma dei vigili del fuoco, il centro di formazione dei vigili del fuoco, il centro protezione civile e la scuola della pubblica amministrazione. «Sono sicuramente interventi positivi per il nostro territorio, ma sarebbe il caso di aprire un serio e responsabile dibattito sulla loro più opportuna e strategica collocazione», prosegue il comitato cittadino. «Si tratta, infatti, di contenitori strategici che comporteranno un forte impatto sui valori fondiari, ma più concretamente sulla rete dei servizi, su quella viaria e sugli stessi valori ambientali. Queste strutture non possono essere ubicate con la fretta che oggi traspare dal comportamento esecutivo dell’attuale giunta comunale», accusa il Comitatus Aquilanus, « ma devono essere oggetto di un’organica riflessione per ubicarle in zone ottimali e realizzarle con gli ormai ineludibili criteri di efficienza ed economia sia nella realizzazione che nella gestione. L’esempio della scuola dei vigili del fuoco è eclatante: si è parlato di un finanziamento di circa 15 milioni quando era già in corso il procedimento per la localizzazione e realizzazione della caserma per finanziamento di 12 milioni, senza che nessuno si sia fatto carico di cogliere l’occasione di cumulare le risorse per realizzare un polo unico integrato per i vigili del fuoco. Invertendo ogni logica tecnico-amministrativa», sottolineano i membri del comitato, «si è scelta in giunta una dubbia collocazione e si sta pretendendo di varare (a sanatoria) l’alienazione del compendio residenziale di Sassa senza aver prima verificato in consiglio comunale la praticabilità tecnico-ambientale e amministrativa della variante urbanistica».
Insomma per il Comitatus Aquilanus «ci troviamo di fatto di fronte ad atteggiamenti irresponsabili tipici di una partitocrazia che vede il “pacchetto finanziario” preconfezionato da gestire senza interferenze. Questo atteggiamento», avvertono, «potrebbe essere peggiorato dal Pnrr e dalle sue regole procedurali che vanno di fatto a sminuire il ruolo di Regioni, Province e Comuni e a bypassare le valutazioni urbanistico-ambientali».