Sulmona, gli studenti ricordano la Shoah

28 Gennaio 2015

Flash mob del Polo scientifico coi nomi dei deportati. Riflessioni al Pacifico con il Polo umanistico

SULMONA. Un flash mob in centro storico, dibattiti e rappresentazioni teatrali per non dimenticare. Sono stati gli studenti i protagonisti del 70esimo anniversario della liberazione di Aushwitz. Ieri mattina circa 2mila giovani del Polo tecnico-scientifico di Sulmona e Pratola hanno invaso il centro storico per un flash mob davanti al complesso monumentale dell’Annunziata. In mano fogli con nomi e frasi dei deportati nei campi di concentramento. Un silenzio irreale ha caratterizzato l’iniziativa organizzata dagli studenti, ad accompagnarli i docenti e il dirigente scolastico Massimo Di Paolo. «Dedichiamo questo momento» ha affermato Di Paolo «a chi non c’è più, a chi è morto nei campi di sterminio in nome di un’assurda ideologia». Il presidente del consiglio comunale Franco Casciani è intervenuto per sottolineare l’importanza del ricordo. Momenti intensi e carichi di emozione sono stati vissuti anche dai cittadini e da chi, ieri mattina, si è trovato a passare lungo corso Ovidio. Gli studenti del Polo umanistico, invece, si sono dati appuntamento al cinema Pacifico per una mattinata di riflessioni e confronto. Gli studenti Cristopher Del Signore, Sara Ruscitti, Sharon Marcobello e Matteo Mascetta che, selezionati in base a attitudini e rendimento scolastico, hanno partecipato la scorsa settimana, accompagnati dalle docenti Gelanda Martorella e Alessia Verrocchi, al “Viaggio della memoria” organizzato dal ministero della Pubblica istruzione a Cracovia e Aushwitz, hanno presentato ai compagni di scuola il cortometraggio realizzato in quei giorni. Un lavoro che intende essere una testimonianza e un anello di congiunzione tra passato e futuro. «È importante» afferma la dirigente scolastica Caterina Fantauzzi «non dimenticare e diventare testimoni diretti della storia affinché queste atrocità non avvengano più». Studenti e docenti hanno poi ascoltato l’intervento del professor Antonello Canzano, docente di sicurezza internazionale sul tema “Genocidio: radici storico-politiche e atropologiche”. Un viaggio nel passato fino alla quotidianità per raccontare l'assurdità della guerra, caratterizzata dal predominio di un popolo sull’altro. Canzano ha parlato del genocidio nazista, dei gulag sovietici, della barbarie avvenuta durante la guerra dei Balcani negli anni Novanta fino al conflitto siriano dei nostri giorni. Durante la mattinata la banda del Polo umanistico ha eseguito dei brani e, al termine, è stata messa in scena una breve piece teatrale. La Giornata della memoria si è conclusa, in città, nel ricordo di un giovane studente ebreo: Oscar Fuà. Nella sala convegni dell’Archivio di Stato, si è svolto il convegno, a cura del Centro studi Carlo Tresca “La partecipazione degli ebrei alla Resistenza e alla guerra di liberazione dell’Italia dal fascismo”.

Chiara Buccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA