Suore Celestine Venerdì presentazione di un nuovo progetto

L’AQUILA. “Mani-La”. Si chiama così il nuovo progetto delle suore Celestine curato da Vincenzo Battista e Angelo De Nicola e che sarà presentato venerdì sera alle 19 nel Coro del monastero delle...
L’AQUILA. “Mani-La”. Si chiama così il nuovo progetto delle suore Celestine curato da Vincenzo Battista e Angelo De Nicola e che sarà presentato venerdì sera alle 19 nel Coro del monastero delle Celestine di San Basilio. Sarà presente monsignor Orlando Antonini, Nunzio Apostolico a Belgrado con una conversazione dal titolo “Il nostro impegno missionario”.
Vincenzo Battista e Angelo De Nicola illustreranno i contenuti dell’iniziativa.
«Oltre l’Africa, Bangui, nella Repubblica Centrafricana con la costruzione del monastero intitolato a San Pietro Celestino, e le numerose iniziative realizzate all’Aquila nelle passate edizioni della Perdonanza Celestiniana – sotto il segno della raccolta fondi per dare assistenza, in nome della solidarietà, a quelle popolazioni – il quadrante geografico si sposta nelle Filippine, a Manila» scrivono gli organizzatori «quali spazi si aprono? Quali impegni sono richiesti? E’ possibile raccontare la solidarietà e promuoverla in una città, L’Aquila, ancora piegata dall’evento del sisma del 2009 senza destare indifferenza, distacco? Queste alcune domande. Oggi le suore Celestine vivono in costruzioni di legno, precarie, collocate nell’orto del monastero, in attesa della ricostruzione dello storico monastero, unico sulle mura medioevali della città, ma lo spirito della Missione, lo sguardo, le attese, l’impegno, come affermano, è rivolto oltre loro, oltre la loro fragile personale vita: in Africa alcune sorelle sono in missione nel monastero; nelle Filippine si avviano a completare una struttura di accoglienza. In questi anni trascorsi, intorno alle molteplici iniziative prima e dopo il sisma, nel monastero di San Basilio, si sono riuniti molti aquilani ed hanno partecipato , attratti dalla forza di un messaggio che non cerca primati, poteri, podi, ma nello spirito di fare una cosa buona, in una sorta di banca del tempo messa a disposizione, forse, per quei tanti bambini malati in Africa e nelle Filippine».

