Superare l’emergenza: ecco il piano del Pd

L’AQUILA. Un piano operativo da 300 milioni di euro per uscire dall’emergenza Covid. A proporlo è il Partito democratico dell’Aquila. «Nelle situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo»,...
L’AQUILA. Un piano operativo da 300 milioni di euro per uscire dall’emergenza Covid. A proporlo è il Partito democratico dell’Aquila. «Nelle situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo», afferma l’ex assessore e vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, «occorre avere una strategia, una visione a lungo termine. L’Abruzzo è una delle poche regioni a non aver approvato, in questo frangente, piani operativi. Anzi, Marsilio ha rivendicato la scelta di non farne. Noi ne proponiamo uno da 300 milioni di euro, da coprire con le risorse assegnate dallo Stato, come gli oltre 100 milioni già stanziati per la sanità, e con i fondi europei. La Regione ha una grande occasione: può rimodulare quelli 2014-2020, perché per la prima volta esiste una procedura attraverso la quale le somme destinate a nuove finalità vengono interamente restituite dal governo con il 100% di copertura europea, ma può anche anticipare i fondi della prossima programmazione, quella 2021-2027».
Sociale, sanità, turismo, credito e trasporti sono, secondo il Pd, gli ambiti di intervento primari. Il sociale chiama direttamente in causa il Comune che, ha affermato Lolli, «deve mettere mano a un nuovo Piano sociale territoriale, perché ci sono migliaia di famiglie ridotte alla fame e tamponare solo con i soldi dei buoni spesa non è sufficiente». Per quanto riguarda la sanità, è l’ex sindaco Massimo Cialente a illustrare le proposte Pd: «Le direttrici sono due: la gestione della Fase 2 e la riorganizzazione dell’intero sistema sanitario. Per quanto riguarda la Fase 2, bisogna aumentare il numero di tamponi e test sierologici e questo si può fare investendo sul laboratorio analisi del San Salvatore i 140.000 euro necessari a portarlo a livello BSL3, così da effettuare screening a costi contenuti. Per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema sanitario, bisogna uscire dalla visione ospedalocentrica, sostenendo la medicina di base e portando gran parte dell’offerta sanitaria sul territorio».

