Superbonus, condòmini truffati: in otto restano senza soldi né casa

9 Novembre 2023

L’impresa si fa consegnare 80mila euro per demolire e ricostruire la palazzina e poi sparisce I proprietari beffati decidono di querelare l’appaltatore generale. La Finanza apre un fascicolo

L’AQUILA. Si erano affidati al Superbonus 110 per avere una casa più sicura ed efficiente sotto l'aspetto del risparmio energetico. Ma sulla loro strada hanno trovato una ditta “spregiudicata” che dopo aver preteso migliaia di euro per iniziare i lavori, è sparita dalla circolazione, lasciando i condomini senza soldi e senza casa. Finisce sul tavolo della procura la vicenda sui lavori di demolizione e ricostruzione della palazzina ex Ater in via Avezzano. La Guardia di finanza ha infatti aperto un fascicolo dopo che le famiglie proprietarie degli otto appartamenti dell’edificio ormai ridotto a uno scheletro, hanno deciso di querelare l’appaltatore generale e quindi l’impresa chiamata a svolgere i lavori.
La demolizione della palazzina era stata avviata lo scorso maggio, per essere poi improvvisamente interrotta. Dopo aver ridotto l’edificio a uno “scheletro” senza infissi né finestre e balconi, la ditta subappaltatrice ha portato via tutti i macchinari, ruspe, gru e pale meccaniche lasciando sul posto solo una piccola recinzione. Nel corso dei mesi e nonostante fossero stati eseguiti i primi stati di avanzamento, l’appaltatore generale non ha provveduto a corrispondere le spettanze economiche all’impresa alla quale erano stati affidati i lavori, nonostante i condomini della palazzina avessero versato 10 mila euro ciascuno (complessivamente 80 mila euro, come anticipo proprio per consentire alla ditta appaltatrice di avere la liquidità necessaria per aprire il cantiere.
«Abbiamo spettato tre mesi prima di dare mandato all’avvocato di sporgere una denuncia nei confronti dell’impresa», fanno sapere i condomini, «nella speranza che qualcuno si facesse vivo per riprendere i lavori o riconsegnarci i soldi versati. Ora abbiamo deciso di procedere per le vie legali e di querelare l’appaltatore generale che ha incassato le somme versate per poi con artificio e raggiro, in assenza di una copertura economica da parte della banca, sparire nel nulla. Per noi si tratta di una vera e propria truffa e qualcuno ora deve pagare».
Tra l’altro, per avviare i lavori era stata necessaria una lunga azione giudiziaria per lo sfratto di un’inquilina che non ne voleva proprio sapere di andare via. La donna infatti, dopo essersi barricata per mesi all’interno del suo appartamento, era stata portata via dalla forza pubblica. E si tratta di una donna che è ancora alla ricerca di una sistemazione definitiva dopo aver girovagato tra case parcheggio e alloggi di fortuna. Per alcune settimane ha dormito anche all'interno della sua auto.
Ora questa donna rivendica il fatto di essere stata facile premonitrice: «L’avevo detto che non bisognava fidarsi», ripete da giorni a chiunque le chiede notizie sulla casa. «Le famiglie che vivevano in quella palazzina hanno voluto andare per la loro strada ed ora oltre ai soldi hanno perso anche la casa».
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