Superbonus nel cratere, è scontro

Il Pd contesta Liris e Sigismondi: «È ridicolo l’annuncio della proroga al 2025»
L’AQUILA. Il Partito democratico si scaglia contro i neosenatori abruzzesi di Fratelli d’Italia Guido Liris ed Etel Sigismondi sul Superbonus, bollando come “ridicolo” il loro annuncio sulla proroga al 2025 del 110% nei comuni dei crateri sismici.
«Ma di cosa si vantano? Del lavoro fatto dal centrosinistra e dai parlamentari Pd nella scorsa legislatura nella legge di bilancio 2022?»: così scrivono il senatore Michele Fina, il deputato Luciano D’Alfonso e la consigliera comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane, che all’interno del partito è anche responsabile nazionale sul tema della ricostruzione. La loro è una replica all’annuncio di Liris e Sigismondi sul fatto che il Superbonus al 110% resterà a percentuale piena nei territori dei crateri sismici, anche se solo per le quote di accollo degli edifici inagibili danneggiati dai terremoti e non per tutte le abitazioni.
«Ma lo sanno che Fratelli d’Italia votò contro la legge di bilancio che inseriva la proroga al 2025? La proroga del sisma bonus 110% è già norma dello Stato grazie al prezioso lavoro nostro», spiegano i tre amministratori del Pd, segnalando come la proroga è stabilita dalla legge di bilancio 2022 attraverso l’inserimento del comma 8-ter all'articolo 119 del decreto-legge 34 del 2020. «Una battaglia storica che abbiamo fatto nell’interesse della ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti 2009 e 2016/17», continuano Fina, D’Alfonso e Pezzopane. «L’atteggiamento plateale dei due parlamentari di Fratelli d’Italia per propagandare una norma voluta fortemente dal Pd è ridicolo. Si vantano di norme già approvate con il loro voto contrario, avrebbero fatto bene ad approfondire per evitare questa figuraccia».
Poi sul tema della riduzione del Superbonus 110%, che il neo governo Meloni ha annunciato per tutti gli edifici, tranne, appunto, per quelli danneggiati dai sismi: «Piuttosto spieghino perché stanno deturpando una misura nazionale che ha costituito un volano per l’economia e che se posta come misura strutturale consentirebbe all’Italia di mettere in sicurezza sismica parte importante del patrimonio edilizio, nonché consentirebbe una più efficace transizione energetica. Cerchino di fare cose nuove e buone per l’Abruzzo e per le aree colpite dai terremoti, piuttosto che rivendersi il lavoro degli altri».

