Supercarcere, una situazione di pre-allerta

10 Marzo 2020

Finora nessun problema, ma si teme l’effetto emulazione dopo le rivolte in altri penitenziari

SULMONA. Le azioni di rivolta, con evasioni di massa, vittime e detenuti sui tetti o appesi alle finestre nelle carceri italiane per via del Coronavirus preoccupano non poco per l’effetto emulazione nel supercarcere sulmonese. Al momento, fortunatamente, la situazione nella struttura di massima sicurezza è sotto controllo e certo tutti gli agenti penitenziari sono in pre-allerta.
«Siamo molto impegnati nel controllare che la situazione non degeneri», interviene Mauro Nardella, segretario della Uil , «qui a Sulmona i detenuti hanno risposto in maniera egregia alle pulsioni che comunque vengono favorite da una situazione esterna in continuo cambiamento e evoluzione. Certo non possiamo essere nella testa di ogni detenuti, ma devo dire che, grazie all’elevato spessore professionale degli agenti penitenziari e del direttore Sergio Romice, tutto va bene. Perciò rivolgo un plauso al loro atteggiamento responsabile. Stesso atteggiamento che ha e continua ad avere il nostro provveditore dell’Amministrazione penitenziaria Carmelo Cantone, che ha ricevuto apprezzamenti da tutti i colleghi per la gestione di questo momento difficile e delicato per tutti”. Non manca la preoccupazione per quanto sta accadendo nel resto delle carceri.
«Nonostante la relativa tranquillità che si vive a Sulmona»- aggiunge Nardella, «quello che è accaduto fuori dall’Abruzzo testimonia che il sistema penitenziario italiano è al collasso, non esiste più. Noi siamo circondati da detenuti che collaborano, ascoltano e accettano disposizioni e consigli. Per questo il mio ringraziamento va ai colleghi per la professionalità espressa, al direttore Romice per la sua sensibilità e il suo garbo e ai detenuti per la massima collaborazione che stanno mostrando in questo momento di collasso delle altre strutture».
Intanto, procedono spediti i lavori sul nuovo padiglione servirà ad accogliere 200 detenuti in più, che saliranno da 414 a 614, tutti di massima sicurezza, tra ergastolani (150) e collaboratori di giustizia con pena media di 20 anni. Per appena 250 agenti penitenziari sui 267 previsti in pianta organica, 310 secondo le stime sindacali. (f.p.)
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