Sussidio per poveri a due spacciatori

29 Febbraio 2020

AVEZZANO. La Finanza ha accertato che tra gli indagati con l’accusa di spaccio ci sono due percettori di reddito di cittadinanza, la misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’e...

AVEZZANO. La Finanza ha accertato che tra gli indagati con l’accusa di spaccio ci sono due percettori di reddito di cittadinanza, la misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Il sussidio è stato immediatamente bloccato ai due furbetti scovati dai finanzieri e a breve verranno avviate le procedure per il recupero di quanto indebitamente percepito attraverso un sequestro preventivo.
È uno dei retroscena della maxi operazione antidroga conclusa con gli 11 arresti di ieri. Ma non è il solo. Uno degli indagati si trova in Italia da clandestino, colpito da un decreto d’espulsione mai eseguito. Altri invece erano stati già raggiunti da provvedimenti che ne avrebbero dovuto limitare la libertà personale, in ragione dei precedenti, sempre per droga.
Altro particolare è quello relativo alla scelta della casetta in legno di San Pelino Vecchio. Un immobile che si trova in una posizione sopraelevata della frazione di Avezzano, con un numero limitato di strade d’accesso. Una posizione che consentiva, attraverso l’impiego di vere e proprie vedette, l’individuazione di auto sospette o appartenenti alle forze dell’ordine. Per tale ragione gli investigatori non hanno utilizzato i tradizionali appostamenti, ma hanno piazzato speciali telecamere per monitorare quanto avveniva all’esterno della struttura. Tanto che il gip Anna Carla Mastelli, nell’ordinanza che ha portato alle misure cautelari, evidenzia che a San Pelino c’era «una efficiente e produttiva centrale di spaccio».
Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia, Luca e Pasquale Motta e Mauro Ceci. Gli interrogatori di garanzia dovrebbero iniziare la prossima settimana. (r.rs.)
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