«Svegliati da botti a ripetizione Abbiamo pensato al terremoto»

21 Marzo 2018

L’AQUILA. «Stavo dormendo, quando sono stata svegliata da un boato. Io e mia sorella abbiamo pensato al terremoto». È il racconto di Sharon Caradonna, la donna che con la sua famiglia abita proprio...

L’AQUILA. «Stavo dormendo, quando sono stata svegliata da un boato. Io e mia sorella abbiamo pensato al terremoto».
È il racconto di Sharon Caradonna, la donna che con la sua famiglia abita proprio nel piano sovrastante il garage della palazzina Ater dove c’è stata la deflagrazione. «Non si è trattato di un unico scoppio», ha detto, «se ne sono sentiti diversi prima di quello più potente. Subito mia sorella e io siamo scappate di casa come quando c’è stato il terremoto. Terrorizzati anche i nostri cani, il pastore tedesco Aragon rimasto sul balcone e il meticcio Rocco».
«La paura è stata grande», ha aggiunto, «anche perché non sapevamo quanto potessero durare questi scoppi e questa situazione di incertezza. Poi sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco che ci hanno ordinato di uscire definitivamente. Al momento non sono in grado di capire se in casa abbiamo subìto dei danni, di certo abbiamo rischiato grosso vista la vicinanza delle cabine dei contatori al garage. Potevamo saltare in aria tutti».
«Più volte», racconta una residente, «avevamo palesato dubbi sulla opportunità della presenza di quel laboratorio. E qualcuno aveva anche invitato Aglioti a spostarlo altrove, ma non si è mosso. La cosa che ci infastidisce non poco è il fatto di non sapere quando e se potremo tornare nelle nostre case».
Sembra, inoltre, che ci siano stati anche degli esposti da parte di qualche residente per indurre Aglioti a spostare altrove il suo magazzino.
Nessuno lo dice apertamente, ma il malumore per quanto avvenuto è assai diffuso anche tra coloro che non avranno problemi di temporaneo trasloco abitando nelle palazzine gemelle non toccate dall’esplosione.
Sul posto anche il consigliere comunale di opposizione Elia Serpetti, che è di Arischia. «Mi sono precipitato qui», dice, «appena ho saputo la notizia e ho temuto il peggio; comunque abbiamo provveduto a sistemare le famiglie evacuate che non avevano un alloggio alternativo pronto. Speriamo che questo disagio per loro duri poco».
Tra chi vi abita, però, ha destato un certo sconforto apprendere nella serata di ieri che è stata chiamata una ditta per puntellare l’interno del garage in vista di ulteriori controlli sulla stabilità. «La sola idea di non poter rientrare», dice un residente, «mi mette di pessimo umore. Voglio solo sperare che i danni non siano di natura strutturale». (g.g.)
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