Sventato un raggiro ad anziani coniugi

Una giovane si è presentata nell’abitazione chiedendo con insistenza di indicarle dove avessero la cassaforte
L’AQUILA. Ancora un tentativo di truffa, per fortuna andato a vuoto, ai danni di anziani che abitano in centro, per l’esattezza in un condominio che si trova a San Francesco, in viale Angelo Colagrande nei pressi della farmacia “Romanelli”. Sul caso sta indagando la polizia.
Le modalità sono sempre le stesse: una donna, con una scusa, tenta di penetrare nella casa per rubare con un complice che entra in gioco in un secondo momento. In questo caso il tentativo è stato bloccato sul nascere. Ma l’allarme resta.
Una donna, dunque, si è avvicinata al balcone della casa dove vive la coppia e ha notato il marito che era al balcone. La donna ha adottato un atteggiamento fin troppo confidenziale con l’anziano, chiamandolo «nonno» che ha aperto la porta alla truffatrice che aveva detto di chiamarsi Antonella. La donna, in particolare, gli ha domandato come stesse in salute e che medicine egli solitamente prendesse: poi gli ha detto (falsamente) di essere amica della figlia. Elementi che fanno capire come la malvivente si sia informata sulle mancate “vittime”. Dopo i primi preamboli, finalizzati a confondere l’anziano, la donna gli ha chiesto, con insistenza, dove avesse la cassaforte. Richiesta che ha allarmato l’anziano il quale le ha ordinato di andare via. Quando è uscita, davanti alla porta c’era un uomo che, quasi certamente, era il complice.
Ma la cosa che ha maggiormente allarmato l’anziano è la perentorietà con la quale la truffatrice lo ha invitato ad assecondare la sua incomprensibile richiesta.
La donna, comunque, ha sempre tenuto un comportamento di massima cortesia, era magra e aveva capelli a caschetto neri. L’uomo che si presume essere suo complice era un tipo sulla cinquantina, capelli scuri, bella presenza e indossava abiti sportivi.
Fin qui la denuncia che ricalca un comportamento tipico nelle modalità e nell’abbigliamento, altri raggiri che sono stati commessi, o solo tentati, nell’Aquilano ma, nella maggior parte dei casi, si sono verificati nelle periferie o nei paesi.
In questo caso, invece, c’è maggior allarme per la spregiudicatezza visto che i malviventi hanno operato in una zona centrale, nel pomeriggio, quando in giro c’è gente e, dunque, esiste il controllo sociale. Sorprende, inoltre, la richiesta, senza motivazioni convincenti, di vedere dove fosse posizionata la cassaforte, forse in vista di un furto da compiersi più in là.
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