Sì al Parco della memoria nell’ex campo di prigionia

Luoghi storici da riscoprire: la giunta concede il via libera al progetto esecutivo Saranno creati percorsi e strutture attrezzate. Zavarella: «A breve i primi lavori»
SULMONA. L’intenzione è quella di creare un Parco della memoria, un luogo di studio e di discussione. Un luogo di testimonianza per le nuove generazioni, ma anche un punto di riferimento per lo sviluppo turistico di Sulmona e della Valle Peligna. Dopo l’affidamento dei lavori di restauro delle incisioni dei prigionieri degli eserciti alleati, arriva il via libera al progetto esecutivo per il Parco della memoria nell’ex Campo 78. L’ok per il ripristino e la ristrutturazione è arrivato dalla giunta comunale, che ha posto fine così a un iter lungo e complesso, concentrato soprattutto sulla sdemanializzazione dell’area dell’ex campo di prigionia. Il progetto ha rischiato a più riprese di restare chiuso nel cassetto, ma con i necessari pareri della Soprintendenza – che tardavano ad arrivare – sono state sbloccate le ultime procedure che hanno consentito gli amministratori comunali di fare la gara d’appalto. «Il progetto andrà a gara per dieci giorni, in modo tale da partire con i lavori il prima possibile. È un altro grande risultato centrato», sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella. Per il progetto di “Ripristino e rifunzionalizzazione” del Campo 78, finanziato per un totale di 350mila euro, gli interventi prevedono la predisposizione della sala accoglienza all’ingresso del campo con realizzazione degli impianti elettrico e termico e dei servizi igienici; la messa in sicurezza delle due baracche più importanti, quelle che conservano i graffiti; la rimozione dell’amianto; la riparazione dei tratti danneggiati del muro di cinta; gli arredi (sedie, tavoli, pc, videoproiettore, impianto audio); il miglioramento della viabilità di accesso; nonché gli allacci alle reti idrica e fognante e l’allestimento di una infrastruttura minima museale. La riqualificazione del Campo 78 si inserisce in un progetto più ampio che coinvolge anche l’Eremo di Sant’Onofrio, l’Abbazia celestiniana e il santuario di Ercole Curino per la creazione di un percorso storico-archeologico e religioso.

