Tacciono dal gip i due Tessitore e la Testa

L’AQUILA. Hanno preferito tacere davanti al gip del tribunale, Giuseppe Romano Gargarella, i quattro casertani ai domiciliari coinvolti nell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai nei...
L’AQUILA. Hanno preferito tacere davanti al gip del tribunale, Giuseppe Romano Gargarella, i quattro casertani ai domiciliari coinvolti nell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai nei cantieri della ricostruzione. Si tratta dei fratelli Vincenzo e Salvatore Tessitore oltre che della loro dipendente Raffaela Testa.
Ha respinto le accuse, in un breve interrogatorio, l’operaio Luigi Lama il quale ha sostenuto che lui si occupava solo di anticipare il pagamento dei suoi colleghi dopo avere ricevuto (quasi sempre in ritardo) i soldi dall’azienda, di cui si faceva tramite. Ma, ha precisato, che era solo un manovale e dormiva con gli altri operai non avendo alcun incarico particolare. Gli indagati sono stati assistiti dagli avvocati Giuseppe Guadagno, Pasquale Buonpane, Raffaele Mascia, tutti di Santa Maria Capua Vetere. Pm in aula è stato David Mancini.
L’avvocato Mascia ha tenuto a precisare che occorre valutare con molta attenzione l’esistenza di tutti gli elementi cosstitutivi del reato contestato prima di arrivare a conclusioni affrettate. Comunque tutti gli indagati, i cui avvocati hanno chiesto la revoca dei domiciliari, presenteranno un ricorso al tribunale del Riesame cosa che permetterà di conoscere altri atti dell’inchiesta che al momento sono segreti.
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