Tagli ai servizi di 10mila diabetici, scatta la mobilitazione

21 Maggio 2014

AVEZZANO. La nuova pianta organica della Asl dimezza il numero di infermieri e toglie la dietista al servizio specialistico di diabetologia dell’ospedale di Avezzano. È quanto denuncia l’associazione...

AVEZZANO. La nuova pianta organica della Asl dimezza il numero di infermieri e toglie la dietista al servizio specialistico di diabetologia dell’ospedale di Avezzano. È quanto denuncia l’associazione Diabete&Vita Onlus-Servizio diabetologia dell’ospedale. Che si dice pronta a una mobilitazione, con tanto di raccolta firme.

«Dalla lettura della nuova pianta organica della Asl, diffusa in questi giorni» evidenzia l’avvocato Paolo Palanza, vice presidente dell’associazione, «emerge che il direttore generale Silveri ha deciso di ridimensionare l’assistenza specialistica ai 10mila cittadini diabetici della Marsica. Sono stati infatti soppressi due posti di infermiere su quattro finora in organico e un posto di dietista. Il centro specialistico di diabetologia della Marsica è stato istituito 29 anni fa ed è sempre stato una eccellenza per la sanità locale. Dai dati registrati quotidianamente e inviati al ministero della Sanità, risulta che ogni anno su 10mila pazienti, il centro di Avezzano ne prende in carico 4.500 per superare momenti difficili della malattia, per un totale di 12mila visite specialistiche e oltre 30mila prestazioni complessive. Di fronte a questi dati più che eloquenti la decisione della direzione sembra essere priva di logica. Come mai? In più va detto che quotidianamente oltre ai pazienti visitati o curati in day ospital, ne accedono altri per medicazioni, piani terapeutici, educazione della dieta, ritiro di strisce e siringhe, certificati, consegna di materiale e altro. È stimato che il servizio di diabetologia dell’ospedale di Avezzano, oltre a essere considerato come centro di riferimento regionale per la cura del piede diabetico, sia anche quello che ha un carico di lavoro maggiore in Abruzzo, insieme al centro di Pescara».

L’associazione ha già rappresentato il problema al consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, ma l’appello è rivolto anche al sindaco di Avezzano, che è il primo tutore della salute dei cittadini.

«Se non ascoltati» conclude Palanza «i nostri associati sono intenzionati a ricorrere ad azioni più energiche di protesta ricorrendo, eventualmente, ad una sottoscrizione pubblica».

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