Tagli ai servizi, Sulmona rischia
L’economista: reinserire la città tra le macro aree da rilanciare
SULMONA. La già avviata perdita dei servizi sanitari, scolastici e di trasporto è destinata ad aumentare, dopo il declassamento della città da parte del Dipartimento per lo sviluppo economico (Dps) e la strategia regionale delle aree interne che esclude la Valle Peligna.
Viaggia sul doppio binario il sempre più concreto rischio per il Centro Abruzzo di ritrovarsi fuori per sempre dai finanziamenti che riguardano le unioni dei servizi dei piccoli comuni e dai progetti di rilancio.
La strategia delle aree interne è stata recepita dalla Regione, col presidente Luciano D’Alfonso, che ha individuato quattro macro aree, che lasciano fuori la Valle Peligna.
Ma i dati sulla popolazione in calo del 6% nei 13 comuni di riferimento e l'indice di invecchiamento al 27,8% portano la zona peligna in terza posizione fra le aree più svantaggiate individuate dalla Regione.
I motivi per chiedere un’inclusione ci sarebbero tutti per Aldo Ronci, l’economista sulmonese, che ha partecipato all'ultimo incontro in Regione sulla strategia delle aree interne, su invito del sindaco Peppino Ranalli, dopo le accuse ricevute.
«I poli di attrazione sono tutti concentrati nella parte nord dell’Abruzzo, con la provincia dell’Aquila che ha una superficie di più di 5mila chilometri quadrati con due soli poli all'Aquila e Avezzano» spiega Ronci «un’estensione due volte e mezza quella di Teramo, che invece ne ha tre. Le valli Peligna, del Sagittario, Subequana e dell’Alto Sangro si devono mobilitare per chiedere il reinserimento di Sulmona tra i poli di attrazione e tra le macro aree da rilanciare», conclude l’economista sulmonese Ronci.
Il declassamento di Sulmona, segnalato qualche settimana fa dallo stesso Ronci, aveva scatenato molte polemiche.
Federica Pantano
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