Tagli ai vaccini, sindaci in rivolta

22 Aprile 2018

Sette Comuni alla Asl: «È uno scippo». Polemica sul ruolo dei rappresentanti marsicani in Regione

CELANO. «Uno scippo più che una riorganizzazione». Così i sindaci marsicani di Celano (Settimio Santilli), Trasacco (Mario Quaglieri), Aielli (Enzo Di Natale), Ovindoli (Simone Angelosante), San Benedetto dei Marsi (Quirino D’Orazio), Gioia dei Marsi (Gianclemente Berardini) e Collarmele (Tonino Mostacci), e il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, in merito alla chiusura degli ambulatori, prevista da Regione e Asl. Sette gli ambulatori che da domani non effettueranno più il servizio, compreso quello di Pescasseroli. Successivamente è prevista la chiusura di Carsoli e Civitella Roveto. I pazienti dovranno raggiungere Avezzano, Pescina o Tagliacozzo.
«Organizzeremo forme di protesta e faremo sentire a tutti l’importanza delle comunità da noi amministrate», affermano i sindaci, «la Regione dice e la Regione fa, ma solo per le province della costa, mentre la Regione dice e la Regione taglia nella Marsica. È l’ennesima scellerata decisione calata dall’alto. Non si capisce il perché si preferisca salvaguardare gli ambulatori di alcuni comuni rispetto ad altri anche più grandi e con bacini di utenza più numerosi. Ci auguriamo che questo non sia dovuto al fatto che alcuni Comuni sono rappresentanti in seno all’assise regionale. Siamo curiosi, dunque, di sapere quali sono le esigenze segnalate nelle istanze recapitate al manager Rinaldo Tordera, da parte del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio e dei consiglieri Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola. Se queste abbiano tenuto conto anche quelle delle comunità dove gli ambulatori sono stati chiusi. La politica regionale, essendo tale, dovrebbe avere una visone globale del territorio e curarne gli interessi in senso ampio, ragion per cui invitiamo i nostri rappresentanti locali regionali ad andare oltre i confini dei soli comuni di origine. Rimane l’ulteriore dimostrazione di come all’interno della stesso comprensorio ancora oggi esistano cittadini di seria A e di serie B. Nelle motivazioni addotte dalla Asl», continuano i sindaci, «si fa esplicito riferimento alla qualità e alla sicurezza del servizio. Vorremmo ricordare, tra le altre cose, che secondo il Regio decreto del 1931 il sindaco è la massima autorità locale di pubblica sicurezza e sanitaria. Chiediamo allora come sia possibile esercitare questa delicata funzione se il Comune viene privato di un tale essenziale servizio di base. Rimanendo aperti solo gli ambulatori di Avezzano, Tagliacozzo e Pescina, le prime dirette conseguenze ricadranno sugli utenti provenienti dai comuni dove questi sono stati chiusi, che dovranno sobbarcarsi delle spese extra e lunghi viaggi: di quale sicurezza parliamo? Di quale salto di qualità? Di quale salute pubblica?».
Domani alle 11, a Celano, i sindaci hanno indetto una conferenza stampa. (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.