Tagli al servizio pediatrico Biondi in campo con Caruso

12 Gennaio 2019

Il presidente del Comitato ristretto dei sindaci chiede il dietrofront alla Asl: «Realtà importante per l’Alto Sangro e il vicino Molise, grave lacuna da colmare»

CASTEL DI SANGRO. Contro la riduzione delle prestazioni sanitarie dell’ambulatorio pediatrico a Castel di Sangro scende in campo anche il sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato ristretto dei sindaci, Pierluigi Biondi.
«È urgente un intervento per colmare questa lacuna», scrive Biondi in una lettera indirizzata al direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, «che rischia di avere effetti preoccupanti sulla salute dei piccoli pazienti con conseguenti preoccupazioni e problematiche per moltissime famiglie. Quello fornito dalla struttura castellana è un servizio indispensabile a cui fanno riferimento non solo le popolazioni dell’Alto Sangro ma anche numerose realtà molisane confinanti con la nostra regione». Tante le proteste nel capoluogo altosangrino per l’apertura dell’ambulatorio pediatrico una volta a settimana. Il provvedimento, secondo i genitori dei bambini, non garantisce adeguata assistenza pediatrica ed espone i comuni dell’area dell'Alto Sangro a gravi pericoli.
«Il sistema sanitario delle aree interne», aggiunge Biondi, «sconta infatti grandi difficoltà legate a complessità territoriali e alle note difficoltà riscontrate dalle strutture sanitarie di frontiera, ultimo baluardo contro il pericolo di spopolamento delle zone impervie dell’Abruzzo. Solo attraverso il loro rafforzamento, da operare con la razionalizzazione e il potenziamento del personale, si può pensare che prestazioni essenziali come quella fornita dall’ambulatorio pediatrico di Castel di Sangro possano continuare ad essere garantite con continuità e costanza».
Annuncia azioni legali, invece, il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, che denuncia la grave situazione che si è venuta a creare: «Centinaia di bambini si troveranno dall’oggi al domani a vedere quasi interrotto il servizio, loro dedicato, di assistenza sanitaria obbligatoria e prevista per legge, con conseguenze disastrose per la tutela della salute. Senza adeguate soluzioni mi vedrò costretto ad agire in ogni sede, senza escludere il ricorso alla magistratura».
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