Tagli alla Cultura, appello dell’assessore alla Regione

L’AQUILA. «La cultura è un bene comune, dunque essenziale, come recita anche la Costituzione italiana, alla realizzazione dell’uomo come persona e all’esercizio dei diritti fondamentali. Come tale,...
L’AQUILA. «La cultura è un bene comune, dunque essenziale, come recita anche la Costituzione italiana, alla realizzazione dell’uomo come persona e all’esercizio dei diritti fondamentali. Come tale, lo Stato e gli enti locali non possono prescindere dalla valorizzazione e dalla promozione culturale».
Lo afferma l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Betty Leone, in relazione alla recenti polemiche sui tagli della Regione Abruzzo.
«Se è vero», prosegue Leone, «che le risorse e gli investimenti pubblici in questo settore sono sempre più carenti e che per promuovere le iniziative culturali è necessario aprirsi anche ai finanziamenti privati, questo non può essere un alibi per deresponsabilizzare gli enti locali, in particolare la Regione Abruzzo, a investire nelle politiche culturali».
«I tagli alla cultura sono stati pesantissimi e compromettono in molti casi la sopravvivenza di istituzioni e associazioni del territorio. Per alcune di esse», prosegue l’assessore, «non poter contare sui fondi regionali, o comunque pubblici, pregiudica la possibilità d’accesso ai fondi statali. Il Comune dell’Aquila, sebbene in una situazione di ristrettezze economiche, non ha ridotto i finanziamenti alle istituzioni e alle associazioni culturali del capoluogo, che ne sorreggono l’identità di città di cultura. È anche nostra intenzione, su diretto input del sindaco, istituire un tavolo permanente per mettere a sistema l’apporto delle sponsorizzazioni private a sostegno delle attività culturali. L’appello che rivolgo alla Regione Abruzzo e al presidente della prima commissione consiliare (Bilancio) è di individuare una soluzione che non equivalga a un passo indietro dell’ente, che mortifica un bene comune come la cultura, ma che sia in grado di utilizzare al meglio tutti gli strumenti, a partire dai fondi comunitari. Più cultura equivale a più civiltà, più democrazia e maggiore capacità di competere in uno scenario internazionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

