Tagli alla sanità Disabile resta ancora senza cure

Il Tribunale del malato: una sentenza del tribunale ha riammesso il paziente alle terapie, la Asl provveda
SULMONA. La sentenza del tribunale di Sulmona che riammette alle cure riabilitative un disabile sulmonese non è bastata a riaprirgli le porte della struttura dove l’uomo era in cura. Il signore nei giorni scorsi è tornato nella casa di cura sulmonese dove faceva terapia da circa tre anni, solo che è stato rimandato a casa in mancanza di disposizioni diverse da parte della Asl, dopo quelle ricevute sulla revoca della prestazione.
Nei mesi scorsi, il disabile è finito nel calderone dei tagli avviati sul settore per il solito risparmio dei costi, contro cui il Tribunale per i diritti del malato ha presentato un ricorso urgente. Il provvedimento, curato dall’avvocato del sodalizio Catia Puglielli, è stato accolto dal giudice con conseguente condanna della Asl al pagamento di 600 euro e alla riammissione del disabile alle terapie riabilitative che seguiva da circa tre anni. Nonostante la sentenza pilota, però, destinata ad avere conseguenze in tutta la regione e non solo, l’uomo non ha potuto ancora riprendere le sue terapie. Si tratta in particolare di cure che servono per la sua patologia.
«Nonostante la decisione presa dal giudice alcuni giorni fa è stato detto alla famiglia del disabile che non poteva essere riammesso nella struttura in questione», denuncia Puglielli, «sono ora obbligata a sollecitare l’esecuzione della sentenza e in caso di risposta negativa a citare in giudizio la struttura di riabilitazione. Spero, tuttavia, che non si debba arrivare a questo punto». Ma il caso in questione è solo uno dei tanti presenti in tutta la regione, che dopo la sentenza è destinato a fare da apripista nei confronti di chi era stato escluso dalle terapie fino a poco fa garantite dalla Asl. «I casi simili a questo sono molti in tutta la regione e il fatto che il tribunale ci abbia dato ragione ci fa capire che siamo sulla strada giusta», aggiunge l'avvocato, «ora questa sarà una sentenza pilota che speriamo possa aprire la strada alla soluzione di tante altre situazioni». Pronto a risolvere la questione il responsabile regionale del Tdm, Edoardo Facchini.
«Noi siamo pronti ad andare fino in fondo», aggiunge, «non è possibile doversi rivolgere al tribunale per vedersi riconosciuti diritti acquisiti e poi sottratti ed è ancora più inconcepibile, in presenza di una sentenza, la sua mancata applicazione». Il Tdm era riuscito a battere la Asl in tribunale anche per le prestazioni sanitarie bloccate in seguito ad esenzioni da reddito giudicate in un secondo momento non dovute.
Federica Pantano
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