Taglia 157 alberi in zona protetta: denunciato un boscaiolo abusivo

TIONE DEGLI ABRUZZI. Avrebbe abbattuto ben 157 alberi di alto fusto nel Parco regionale Sirente Velino, muovendosi all’alba per evitare sguardi indiscreti. Tutto questo, però, non gli è bastato per...
TIONE DEGLI ABRUZZI. Avrebbe abbattuto ben 157 alberi di alto fusto nel Parco regionale Sirente Velino, muovendosi all’alba per evitare sguardi indiscreti. Tutto questo, però, non gli è bastato per non essere scoperto: è stato infatti individuato – anche attraverso l’uso di telecamere e tramite appostamenti – e poi denunciato dai carabinieri forestali impegnati in controlli mirati contro i tagli illegali, che hanno anche comminato multe salatissime a lui e a suo figlio.
È stata la stazione dei carabinieri forestali di Fontecchio a denunciare a piede libero U.C., innanzitutto per il reato di furto aggravato nei confronti dei 157 alberi che avrebbe abbattuto nella frazione Goriano Valli del Comune di Tione degli Abruzzi, in pieno Parco. Ma, proprio perché l’area degli abbattimenti è di pregio paesaggistico e rientra nella “zona di protezione speciale” per la conservazione di uccelli e di habitat naturali, all’uomo è stata contestata anche la violazione della normativa nazionale a tutela dei beni culturali e del paesaggio.
E non è tutto: i militari gli hanno anche inflitto multe in applicazione di una legge regionale del 2014 e stessa cosa hanno fatto anche nei confronti del figlio. Il totale delle sanzioni comminate dai carabinieri forestali ai due è stato di ben quattromila euro .
«L’attività investigativa è stata condotta tramite perlustrazioni e appostamenti che, con l’ausilio di telecamere nascoste, hanno permesso di individuare il presunto responsabile della violazione, nonostante quest’ultimo, per non destare sospetti, operasse alle prime luci dell’alba», si legge in una nota del gruppo provinciale dei carabinieri forestali.
I militari spiegano anche che fatti come questo sono diventati più frequenti a causa della crisi energetica: «La recente impennata del prezzo del gas metano ha comportato, tra le altre conseguenze, l’aumento della richiesta di combustibili alternativi per il riscaldamento. In tale contesto, il legname ricavato dai tagli abusivi, alimentando i traffici illeciti, destabilizza il mercato della legna da ardere e produce rischi concreti per il patrimonio forestale. Per prevenire e contrastare l’illegale depauperamento di tali risorse proseguono serrati i controlli dei carabinieri forestali su tutto il territorio aquilano».

