Tagliacozzo, esclusi tagli alla sanità

Incontro con l’assessore Paolucci: pronto soccorso tenuto aperto dalla Regione
TAGLIACOZZO. Pronto soccorso di Tagliacozzo fuori dal sistema di copertura nazionale ma tenuto attivo dalla Regione. A chiarire la situazione del cosiddetto Punto di primo intervento (Ppi) dell’ospedale Umberto I è stato l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, nel corso di un incontro nella sala consiliare di Tagliacozzo organizzato dal Pd. Buone notizie invece per il comparto riabilitativo che conferma gli attuali 40 posti letto. Su sollecitazione del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, presente all’incontro, insieme al segretario locale Giovanni Rubeo, il manager Asl, Rinaldo Tordera, ha illustrato l’assetto futuro dell’ospedale. «La Asl», ha assicurato, «in attesa di determinazioni regionali, ha confermato l’organizzazione aziendale attuale con 28 posti letto per riabilitazione e 12 per cardiologia». Per il sindaco Vincenzo Giovagnorio «l’ospedale deve essere sempre più forte come polo riabilitativo grazie al reparto di cardiologica, che come appreso dalla stampa è in cima alle strutture di eccellenza italiane, e a quello di riabilitazione per neuromotulesi». «Mi sono attivato per capire fin dove potevamo arrivare», ha affermato Di Pangrazio, «perché ho considerato sempre un’unica realtà quella marsicana con i suoi tre ospedali». Paolucci ha spiegato che non ci saranno tagli. «Sarà attivato anche un nuovo percorso con un programma per lo scompenso cardiaco», ha evidenziato, «ed è stata confermata la rete di emergenza h24 e la struttura è stata mantenuta senza copertura normativa nazionale, ma solo regionale. Tutti gli atti al riguardo sono stati validati e sono stati approvati nella parte dell’istruttoria tecnica per poi essere inviati». Sulla vicenda della chiusura dei Ppi è stato presentato un mese fa alla Camera, dai parlamentari abruzzesi del Pd, Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro, un disegno di legge per sospendere le disposizioni sul declassamento e la riconversione degli ospedali minori abruzzesi.
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